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“Di segno e colore”. Mario Nibbi espone al Circolo Artistico di Arezzo Arezzo, My Stamp

AREZZO – Dal 22 dicembre 2018 all’8 gennaio 2019 il Circolo Artistico di Corso Italia 108, ad Arezzo, ospita “Di segno e colore”, mostra personale di Mario Nibbi.

L’esposizione sarà inaugurata, a ingresso gratuito, sabato 22 dicembre alle ore 17,30.

Interverranno per l’occasione Liletta Fornasari e Marco Botti, autori delle critiche del piccolo catalogo che accompagna la personale, e l’architetto e pittore Franco Lani.

La mostra, patrocinata dal Comune di Arezzo, sarà visitabile dal martedì al venerdì con orario 16,30/19,30 e dal sabato alla domenica con orario 10,30/13 e 16,30/20.

LA MOSTRA

“Di segno e colore” racchiude una panoramica dell’opera di Mario Nibbi degli ultimi venticinque anni. Lavori che raccontano al pubblico la visione dell’artista aretino, che ha sempre avuto come tema centrale il rapporto fra l’uomo e il paesaggio, sia esso naturale o urbano.

Il suo linguaggio si basa sulla centralità del disegno come strumento di comprensione e di trasmissione di concetti, idee e visioni, in un costante dialogo con il colore. Scrive Liletta Fornasari: “Spaccati narrativi carichi di simboli e di soggetti ben riconoscibili nell’amalgama cromatico, sono il comune denominatore delle opere di Mario Nibbi, artista capace di indagare anche il mondo infantile e fabulistico, traendo da tali fonti, attraverso una pittura sincretista, composizioni in apparenza semplici, sebbene siano invece risultato di una ricerca sofisticata e calibrata”.

Molti dei pezzi esposti hanno come soggetto la campagna toscana, in particolar modo Arezzo e la Val di Chiana, dandone una lettura astratta e allo stesso tempo fortemente evocativa. Sono lavori che descrivono la dialettica esistente fra l’uomo moderno e la sua storia, ma anche fra la città e l’ambiente rurale.

“Mario Nibbi ci racconta di un mondo magico, di un paesaggio antropizzato in cui l’uomo non è tuttavia prepotente con la natura – osserva Marco Botti. – Egli sintetizza una cifra stilistica riconoscibile, che affascina per la consapevolezza del segno e l’equilibrio nella distribuzione dei colori. Simboli, lettere e parole chiave fluttuano nel mare della creatività, spalancando all’osservatore le porte di una dimensione idilliaca, serena e gioiosa”.

BIOGRAFIA

Mario Nibbi ha sviluppato un proprio originale mondo creativo fin dall’età giovanile nella città di Cortona, dove è nato nel 1936, favorito dal contatto di vivaci stimoli culturali interni ed esterni al proprio nucleo familiare. Negli anni Sessanta esegue le prime opere di arte astratta e inizia le proprie esperienze nei settori dell’architettura e del design, collaborando con affermati studi tecnici pubblici e privati.

Segue poi negli anni Settanta un complesso periodo sperimentale, nel quale il Nibbi collabora alla progettazione di edifici scolastici destinati ad accogliere i bambini degli asili nido e delle scuole materne, introducendo il segno e il colore in funzione didattico-decorativa.

In seguito realizza un’ampia produzione di disegni e acquerelli, nonché alcune opere con tecniche diverse, in cui i temi trattati sono rappresentazioni di racconti fantastici trasformati in materia pittorica, servendosi di un originale alfabeto fatto di segni e impasti cromatici che possono essere ingranditi e trasferiti su edifici e spazi pubblici, partecipando a mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

Mario Nibbi ha inoltre avuto una lunga esperienza nella realizzazione di eventi di arte contemporanea nella città di Arezzo e in altri luoghi del nostro territorio; in particolare ha curato l’allestimento di grandi mostre nella Galleria Comunale di Arte Contemporanea e al Circolo Artistico di Arezzo.

Importante il suo rapporto con la Giostra del Saracino. Dopo il 2000 ha vinto il primo concorso per la realizzazione della Lancia d’Oro, affidata alla creatività degli artisti contemporanei. Subito dopo ha portato a termine, su commissione del Comune di Arezzo, la sistemazione della rotonda dedicata alla Giostra, all’uscita dell’Autostrada del Sole a Battifolle (AR).

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