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Dialoghi al femminile: incontro con Serra Yilmaz Cultura

Pistoia – Non capita tutti i giorni di trovarsi al cospetto di una donna elevata allo stato di Musa da un mito internazionale. E se capita l’occasione di trovarsi piacevolmente seduti a chiacchierare con lei, allora comprendi come sia stato facile, per il mito, farne il proprio ideale ispiratore.

L’occasione si è presentata con “La forza delle donne”, evento promosso da Progetto Donne UILT nell’intento di sostenere dialoghi al femminile e, non da meno, considerare nuove prospettive per il teatro che, già bisognosi di schemi innovativi per suscitare interesse nelle nuove generazioni, dopo la pandemia ancora di più sente la necessità di trovare percorsi coinvolgenti.

Il progetto ambisce a promuovere attività “esperienziali”, termine altisonante ma perfettamente adeguato a esprimere ciò che nella tre giorni di evento si andrà a fare, collocando il teatro nel ruolo di protagonista capace di coinvolgere l’intero apparato sensoriale umano: non soltanto vista e udito, ma anche tatto e olfatto, senza tralasciare il gusto… in primis per la bellezza, con una contaminazione fra arti che diventa, appunto, esperienza totalizzante.

“La forza delle donne” – a Montecatini Terme dalle 18,30 di venerdì 10 alle 15,00 di domenica 12 – è il risultato di mesi di lavoro, un progetto nato quasi per caso (durante un collegamento in remoto, durante la pandemia, qualcuno disse “Ma se organizzassimo qualcosa in presenza, appena sarà possibile?), un lavoro tanto impegnativo quanto gratificante per Stella Paci, responsabile nazionale del Progetto Donne UILT e Presidente UILT Toscana, e per il team composto da persone di varie delegazioni regionali UILT che l’hanno sostenuta: Cristina Viglietta, Maria Ansaldi, Paola Pizzolon, Miriam Santopolo, Marta Baldessarri, Pinuccio Bellone, Christian Colombera, Antonio Pasquale, Francesco David. Per qualche giorno il loro lavoro dato vita a un mondo parallelo, in cui tuffarsi con entusiastica fantasia per scoprire noi stessi attraverso sensazioni tanto artificiosamente indotte quanto spontaneamente percepite.

Ed è stato respirando questo spirito rigenerante che abbiamo incontrato lei, l’icona ispiratrice di Ferzan Ozpetek: Serra Yilmaz.

Conoscendone i trascorsi professionali – e che si parli di teatro o di cinema poco cambia, resta sempre una grande interprete – si tende a immaginarla in una sfera lontana dalla vita reale perché, diciamocela tutta, è lei stessa un mito, un’immagine simbolica dalla quale molti aspiranti attori hanno trovato ispirazione. Così la immagini. Poi ti trovi al suo cospetto, e tutto cambia.

Alla statura fisica, piccola, si contrappone la grandezza di una personalità naturalmente profonda, che con discrezione osserva tutto ciò che la circonda, cogliendo prontamente ogni sfumatura espressiva. Supponi sia stata questa predisposizione a far sì che Ferzan Ozpetek ne abbia fatto la propria icona, dopo averla diretta in “Harem Suaré”, nel 1998: Serra è genuina, incarna con passione i sentimenti dei personaggi interpretati trasferendoli al pubblico con grande forza. Li fa vivere allo stesso modo in cui ciascuno vive le proprie emozioni, nella quotidianità, perché sa percepire i tanti aspetti dell’animo umano, insieme a gesti e atteggiamenti che meglio delle parole lo raccontano, restituendoli attraverso i ruoli interpretati.

All’inizio resti un po’ intimorita davanti a questa piccola grande donna. Ma tutto passa presto, perché ogni suo fare – o non fare – è accompagnato da un senso di rispetto per quanto la circonda, percepibile senza alcuna difficoltà. Avvicinarla significa comprendere come la grandezza sia da trovare nelle cose semplici: Serra è una di noi, l’amica della porta accanto che ama cucinare in quantità e poi congelare il cibo, per averlo prontamente a disposizione senza perdere troppo tempo; che detesta gli sprechi e non comprende la burocrazia; che ha orrore dell’indifferenza con cui oggi troppo spesso si vive. Una donna come tante, che ogni donna comune dovrebbe prendere a icona cui attingere la forza per vivere la propria vita con consapevolezza.

A Serra Yilmaz è stata donata un’opera, appositamente realizzata da Tatiana Della Monica ispirandosi ai personaggi da lei interpretati: la stessa opera riprodotta nelle locandine dell’evento, e che l’attrice sembra proprio aver apprezzato.

Troviamo – e sia chiaro, quanto segue è una personale interpretazione – che averla scelta come ospite d’onore a “La forza delle donne” sia stata una scelta del tutto idonea a completare il messaggio che UILT con il Progetto Donne ha voluto far passare: il femminismo fatto di slogan e asterischi è obsoleto, per crescere davvero è necessario acquisire nuove metodologie di comunicazione, che siano coinvolgenti e idonee a riappropriarsi di – o talvolta a generare – una consapevolezza di genere che attraverso la rappresentazione dell’umano, nel senso più esteso, può davvero rappresentare un punto di svolta.

Donne e uomini insieme, come il progetto ha dimostrato si possa fare.

Foto: Serra Yilmaz (al centro) con le donne UILT

 

 

 

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