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Dialogo e liberazione per i poveri del mondo Società

Compirà cento anni il prossimo 30 novembre Arturo Paoli, il missionario appartenente alla congregazione dei Piccoli Fratelli del Vangelo che ha fatto dell’impegno sociale e religioso nel sud del mondo la sua ragione di vita.
Nato a Lucca, viene ordinato sacerdote nel 1940 scontrandosi ben presto con i vertici dell’Azione Cattolica. Nel 1954 gli viene ordinato di imbarcarsi come cappellano sulla nave argentina Corrientes, adibita al trasporto degli emigrati. Sarà l’inizio di un soggiorno lunghissimo prima in Argentina e poi in Venezuela da cui Paoli tornerà definitivamente solo nel 2006 per stabilirsi nella Casa "Beato Charles de Foucauld" a San Martino in Vignale sulle colline di Lucca.
Insignito dei riconoscimenti più prestigiosi, tra cui quello di “Giusto tra le nazioni”, il più alto attribuito a cittadini non ebrei per aver salvato la vita di Zvi Yacov Gerstel e sua moglie, nel 1969 dà alle stampe il Dialogo della Liberazione, scritto in Argentina tra i boscaioli della selva di Fortín Olmos. Il volume, edito dalla casa editrice Morcelliana di Brescia ebbe sette edizioni e fu tradotto in quattro lingue: spagnolo, portoghese, inglese, francese.
Sabato 27 ottobre alle 17.30, all’Auditorium Boccherini (piazza del Suffragio) di Lucca il Fondo Documentazione Arturo Paoli (FAP) e la Fondazione Banca del Monte presenteranno ristampa, pubblicata dall'editore Nino Aragno.
"Si tratta di un altro momento significativo per la vita del FAP e della città, un momento di riflessione su temi ancora oggi attuali e urgenti – ha detto Marco Marchi delegato al progetto Fondo Documentazione Arturo Paoli per la Fondazione Banca del Monte di Lucca -. La ristampa di questo libro rappresenta un contributo intellettuale che nel tempo ha mantenuto la propria freschezza e, con l'avvicinarsi del centenario di Fratel Arturo, si arricchisce di ulteriore significato". La nuova edizione contiene, oltre la prefazione storica di Sergio Soave, le preziose testimonianze dell'uruguayano Julio Saquero, ex Piccolo Fratello che visse con Paoli in Argentina tra gli anni Sessanta e Settanta, e di Miguel Angel Sevilla, il "Miquicho" interlocutore di Arturo Paoli nel Dialogo. Pace, giustizia, fraternità: tutte le declinazioni della parola "Liberazione" sono i temi fondamentali di un’opera che oggi si presenta anche come omaggio attualissimo ai cento anni di Paoli, primo germe di quel movimento cristiano che darà vita alla Teologia della Liberazione.
Il Dialogo costituisce un contributo ancor oggi valido per "liberare" la storia umana – religiosa, politica, sociale, economica – dai lacci che la stringono, a partire dal progetto di vita proposto da Gesù nel Vangelo. "È vero che il progetto della Chiesa, che mi sono sentito ripetere tante volte, è 'fatti santo' – scrive Paoli nell'introduzione alla ristampa – ma quello di Gesù è ben più universale e concreto: 'portate nel mondo la pace, la giustizia, la fraternità', che sono la sintesi dell'amore".
Nel 1995 in occasione del conferimento del Diploma di partigiano da parte del sindaco di Lucca, Paoli disse queste parole, sintesi del suo pensiero: "… la Resistenza non si è chiusa nell'ambito del 1945 e se noi non soffriamo fortemente di appartenere ad una famiglia che fabbrica le armi, che manda le mine che straziano i corpi dei bambini, se noi non pensiamo che il nostro benessere lo pagano milioni di affamati, se noi non pensiamo che mandiamo bastimenti carichi di armi nell'Africa, nella vicina Jugoslavia, ecc… e se noi non soffriamo nella nostra carne per questo scandalo vuol dire che la Resistenza è stata un'azione valorosa, generosa o forse anche una manifestazione di coraggio, ma non è stato qualcosa che ha aderito profondamente alla nostra anima, che è diventata legge della nostra vita… e perché questa celebrazione non sia retorica … forse oggi più di ieri c'è bisogno di resistere".

Crediti fotografici: Davide Dutto

Giovanna Focardi Nicita

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