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Diario di Cannes 2017: quando i valori sono solo parole Cinema

Cannes – Dopo avere vinto nel 2014 il premio di Un Certain Regard con il suo “Forza Maggiore”, il giovane regista svedese Ruben Ostlund torna a Cannes e presenta in concorso ” The Square” interpretato da un’ottimo cast: Claes Bang,  Elisabeth Moss e Dominic West.

Christian è un giovane e audace critico d’arte ed e’ il curatore di un grande Museo, realizza i suoi progetti e le sue esposizioni non curante delle reazioni o delle critiche degli altri.

Per la realizzazione dell’ultima esposizione d’arte contemporanea intitolata  “The Square “ viene disinstallata una scultura dell’arte classica.
Christian si dedica al suo lavoro con passione,  convinto sostenitore della bontà universale, padre premuroso con le sue due figlie, ma prossimo al divorzio.

Il giorno in cui gli vengono sottratti portafoglio e telefono e nel contempo la sua installazione viene fortemente criticata, perde il controllo, e parte il dramma degli eventi. “The Square” è un’opera intensa con ritmo ben sostenuto, il regista e’ riuscito ad affiancare la drammaticita’ degli eventi coni tocchi di commedia.

I 9 capitoli dell’incubo di Mariam

Il terribile momento in cui si trova la giovane Mariam accade in una serata tranquilla nell’attuale Tunisia. Un gruppo di amici organizza una festa nel locale di un albergo e la giovane 21enne Mariam viene attratta da Yousef. I due decidono di allontanarsi dal rumore assordante della musica. Sulla spiaggia vengono assaliti da tre persone, che scopriamo poi essere poliziotti in borghese. Il ragazzo viene trattenuto e Mariam viene violentata. Inizia cosi’ l’incubo di una notte, in cui la giovane regista tunisina Kaouther Bin Haniya presenta  il suo “The Beauty and the Dogs“ presentato nel concorso “Un Certain Regard “.

I 9 capitoli del dramma segnano non solo il passaggio del tempo di quella notte, ma anche la crescente cadenza di eventi tragici che accadono. La ragazza che si trova tra l’ospedale e la caserma di polizia, subisce la pressione dei poliziotti che cercano di convincerla a non esporre denuncia e si trova in un labirinto senza uscita.

E’ un film che affronta il dramma delle donne vittime di violenza. E spesso, come universalmente accade, la donna da vittima viene fatta apparire dalla società come colei che incita al reato di violenza per provocazione.

Erfan Rashid

Journalist

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