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Diario di Cannes 2017: verso la fine con pochi film che lasciano il segno Cinema

Cannes – La 70ma edizione del Festival di Cannes si avvia verso la conclusione e presto sapremo chi ha convinto di più la giuria presieduta da Pedro Almodovar.

Non ci sono stati molti grandi film. I film che si sono distinti già dai primi giorni rimangono in testa alla classifica dei critici e dei giornalisti delle grandi testate della stampa specializzata. La lista dei favoriti vede ancora primeggiare “Nelyubov – Senza Amore” del russo Andrey Zvyagintsev, “The Square – La Piazza“ dello svedese Rubin Ostlund, “120 Battements Par Minute – 120 battiti al minuto“ del marocchino Robin Campillo, “Happy End” dell’austriaco Michael Heneke, “Hikari – Radiance “ della giapponese Naomi Kawase, e “Krotkaya – Gentile Creatura” del Bielorusso Sergei Loznitsa.

Dopo “Anime della Nebbia” (2012 ), “I ponti di Sarajevo” (2014 ), “Maidan” (2014 ) e “Austerlitz” (2016 ), il regista bielorusso Sergej Loznitsa presenta nel concorso della 70ma edizione del Festival di Cannes “Gentle Creature”, ed è subito in ottima posizione tra i titoli candidati per la Palma d’Oro e per il premio della migliore interpretazione femminile.

Bellissima fotografia, grandi attori che trasformano il film in un perfetto concerto, che fa passare 143 minuti di film con grande leggerezza. Se la giuria presieduta da Pedro Almodovar decidesse di assegnare un premio all’intero cast di un film, quello della pellicola di Sergej Loznitsa sarebbe il candidato per eccellenza, perché il film e il regista ci hanno permesso di vedere quanta è ricca la scuola di recitazione russa e quanto sono bravi questi attori, indipendentemente della lunghezza o importanza del ruolo che affrontano.

I fatti del film si svolgono in una parte della periferia lontana della Russia, dove il tempo sembra si sia fermato. Ciò che si percepisce con forza é non solo nelle ambientazioni e nei costumi o lo stato degli automobili che girano nelle scene del film, ma nell’assurdo totale in cui si muovono i personaggi. E si osserva sopratutto nella grande rassegnazione in cui vive il personaggio principale interpretato da Vasikina Makovtseva, di cui non conosciamo il nome, ma sappiamo che é una povera operaia che lavora come guardiana notturna di una pompa di carburanti.  “La dolce signora“ come la definisce lo stesso regista nel Press Book del film, compie un’assurdo viaggio con cui attraversa il paese per andare verso la prigione dove é detenuto suo marito.

“La dolce signora” non avrebbe compiuto questo viaggio se non avesse ricevuto indietro un pacco di oggetti personali spediti al marito in carcere via posta. Durante il suo viaggio e la sua lunga Odissea scopriamo tutto l’assurdo che coinvolge il cittadino in qualsiasi stato governato da un despota. Il film parla russo ma gli eventi potrebbero svolgersi in qualsiasi altra parte del mondo.
“La dolce Signora“ si trova in storie simili a ciò che si leggono nei libri di Dostoyevsky, Gogol e Nekrasov – o anche Kafka, dove Il
bassofondo della società si incrocia con l’incubo burocratico che fa parte del suo tormento.
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