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Diaspora Forza Italia, Cellai a FdI, cambia il rapporto di forza della destra in Comune Breaking news, Politica

Firenze – Cambiano i rapporti di forza della destra in consiglio comunale a Firenze, con il passaggio del capogruppo azzurro Jacopo Cellai a Fratelli d’Italia. Continua così lo stillicidio che sta portando molti eletti nelle liste toscane del cavaliere in quelle del partito della Meloni. Ricordiamo infatti che l’addio di Cellai segue quello  del responsabile dell’organizzazione dei forzisti fiorentini Claudio Scuriatti, giunto poche settimane dopo il risultato delle elezioni regionali che ebbe come esito l’approdo a FdI nello scorso dicembre. Alla conferenza stampa convocata per rendere pubblica la decisione di Cellai, erano presenti anche il capogruppo in Consiglio regionale Francesco Torselli, Paolo Marcheschi e Giovanni Donzelli.
Il coordinatore cittadino Jacopo Cellai  (capogruppo a Palazzo Vecchio), non se ne va da solo. Lasciano per aderire a Fratelli d’Italia anche Claudio De Santi (ex sindaco di Rio nell’Elba ed ex assessore esterno della giunta Ferrari al Comune di Portoferraio oltreché vice coordinatore cittadino da dicembre 2020), Riccardo Pretolani (responsabile dipartimento commercio Forza Italia Firenze) e Sabrina Orlandi (membro del coordinamento cittadino del partito azzurro).
“I motivi di questa scelta sono legati ai recenti accaduti politici – ha detto Cellai – speravo che l’esito della crisi innescata dalle dimissioni di Conte sarebbero state le elezioni politiche dando la parola agli italiani e quindi una legittimazione popolare al nuovo governo. Le cose sono andate diversamente e io non condivido la partecipazione all’interno di un governo formato da partiti che hanno storie, culture e programmi totalmente distinti e distanti, persino incompatibili come i 5 Stelle, Leu e PD. Questo è il momento di pretendere una visione politica che in questo governo non può esserci. È quindi con grande convinzione che aderisco all’unico partito che ha scelto la difficile e coraggiosa strada dell’opposizione, pronta a dare il proprio contributo a fronte di provvedimenti utili alla nazione”.

Alessandro Draghi, che rimarrà capogruppo di FdI in consiglio comunale, ha dato il benvenuto al neo consigliere del gruppo, evidenziando come in questo primo anno e mezzo di lavoro in consiglio non siano mancate le occasioni per battaglie comuni. “Tra i due sono io il giovane, da Jacopo tanto ho imparato e di certo ancora tanto imparerò. Sono certo che il nostro lavoro da oggi sarà ancora più incisivo in Consiglio comunale per il bene di Firenze e dei fiorentini”, ha detto. Unico solitario alfiere di Forza Italia nel consiglio comunale fiorentino rimarrà Mario Razzanelli.

L’addio di Jacopo Cellai provoca la reazione del senatore Massimo Mallegni, Commissario Regionale di Forza Italia, che analizza la situazione dal punto di vista storico, riprendendo la questione dal 2008, ovvero quando nacque il Popolo della Libertà.

“Quella “fusione a freddo” tra due alleati, Forza Italia e Alleanza Nazionale, ha funzionato solo per vincere le politiche del 2008 ma subito dopo ha mostrato i suoi limiti. Erano troppo le incompatibilità tra le due componenti pur essendo entrambe saldamente nell’area di Centro Destra. Quando Forza Italia è tornata a vedere la luce nel 2013 tutto era cambiato. Alleanza Nazionale non c’era più e la componente Finiana, Futuro e Libertà, si era dimostrata un grande flop. Moltissimi ex AN scelsero di restare in Forza Italia, anzi se posso dirlo, ne egemonizzarono la leadership. In quel periodo ci fu l’espulsione di Berlusconi dal Senato conseguente alla ingiusta e ormai acclarata “fasulla” condanna, con un evidente ridimensionamento forzato della sua Leadership. Da quel momento Forza Italia ha iniziato a consumarsi assumendo sembianze non proprie di partito di Destra Liberale”.

Così, mette in luce Mallegni, “Forza Italia non è un partito di Destra, come bene ha più volte ribadito Berlusconi e anche qualche giorno fa in un’intervista Antonio Tajani. Noi siamo un Movimento Politico moderato di Centro, alleato con una destra liberale (speriamo) e alla Lega”.

In sintesi, Mallegni dunque spiega l’addio di Cellai nell’ambito del ritorno di Forza Italia alla sua vocazione originale, ovvero l’appartanenza del partito degli azzurri, come ben stigmatizzato dalla scelta di Silivio Berlusconi “di nominare Antonio Tajani Coordinatore Nazionale di Forza Italia” ad un’area “non certamente sovranista, ma Europeista, Liberale, Cristiana, Riformista e Garantista e aderente al Partito Popolare europeo”. Perciò, dice ancora Mallegni, la scelta dirimente di “aver deciso di sostenere Mario Draghi significa essersi sacrificati nell’interesse dell’Italia, in un momento difficile e complicato”.

Conclude la nota: “Auguro a chi se ne va tanta fortuna. Noi dal settembre scorso in Toscana abbiamo ripreso un percorso interrotto troppi anni fa, il Coordinamento regionale sta lavorando molto bene, i Coordinamenti Provinciali stanno raccoglierne decine di nuove adesioni e i Dipartimenti stanno producendo un lavoro importantissimo con atti concreti. Siamo una grande squadra e presto torneremo alla guida della nostra coalizione che con Berlusconi e Tajani alla testa tornerà vincitrice al Governo del Paese”.

Foto copertina: Luca Grillandini

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