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Didacta Italia: incontri ravvicinati con la scuola del futuro Cronaca

Firenze – Come definire Didacta Italia, il più interessante evento fieristico di questo primo scorcio autunnale? Si può parlare semplicemente di salone dell’industria dell’istruzione oppure, nel linguaggio dei responsabili di Firenze Fiera, di “fiera merceologica con forte contenuto scientifico”.

Certamente le imprese sono ben rappresentate: 150 stand (dagli accessori per la scuola, all’editoria e alla tecnologia) su una superficie di 3.500 metri quadri in quattro padiglioni della Fortezza ed è la prima volta in assoluto che questo settori industriali fanno capolino in una fiera.

Non si tratta però di un evento di natura solo economica e per rendersene conto bastava osservare i personaggi che hanno tenuto la conferenza stampa di presentazione dell’evento  a Palazzo Sacrati Strozzi: le istituzioni locali (Cristina Grieco assessore regionale all’istruzione, Cristina Giachi omologa del Comune di Firenze, Paola Concia collega dello sviluppo economico), il rappresentante di Firenze Fiera Giacinto Bosco, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Domenico Petruzzo e Giovanni Biondi, presidente dell’Indire.

Visibile dunque tutto il potenziale innovativo di un evento ideato in Germania cinquant’anni fa e per la prima volta esportato in un altro Paese grazie all’impegno convinto e “sistemico” delle suddette rappresentanti dei governi locali sostenute dal ministro nazionale Valeria Fedeli che mercoledì  27 settembre inaugurerà le tre giorni di lavoro.

Lavoro, appunto, e anche duro. Il significato di Didacta Italia consiste nell’alto valore dei suoi obiettivi e nella sua capacità di mettere un intero paese a discutere di nuovi modelli formativi e di strumenti per renderli effettivi ed è per questo che è stara dedicata a Don Lorenzo Milani che di questa ricerca fece la sua missione di vita. 

Numeri impressionanti: 4mila docenti iscritti da tutta Italia  con 700 di essi in lista di attesa per poter partecipare ai 93 workshop nelle 11 sale messe a disposizione. Tanto nel format, quanto nei contenuti i anche i seminari ideati da Indire, l’ Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa che ha sede a Firenze,  mostrano un alto tasso di innovazione.  Ce ne sono alcuni in modalità “immersiva”, ad esempio, che propongono ai partecipanti un’esperienza diretta delle tecnologie “protagoniste del cambiamento”, come le aule 3.0 dove le nuove tecnologie per l’apprendimento possono essere sperimentate all’interno di allestimenti personalizzati.

Ci sono momenti di approfondimento sui programmi di alternanza scuola lavoro ai quali partecipa  il Sistema delle Camere di Commercio  da tempo impegnato con il Programma “Impresa in Azione”. Fra le nuove tecniche di miglioramento dei processi educativi, c’è anche l’approccio musicale con esperti del livello del musicista jazz Paolo Fresu.

Per i nuovi modelli didattici occorre un nuovo modello industriale: “E’ necessario – ha detto Biondi – che le aziende capiscano le esigenze della scuola e diventino un alleato fondamentale”. Nasce dunque una nuova grande “filiera dell’istruzione” avanzata e tecnologica.

Benvenuti nel laboratorio della scuola del futuro nella quale si punta “al rafforzamento delle sviluppo e delle competenze personali e relazionali del bambino”, come dice il professor Fthenakis presidente di Didacta International.

Foto: da sinistra  Cristina Grieco e Paola Concia

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