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Dieta mediterranea a rischio a causa del clima Economia

Firenze – Sono a rischio tutti gli elementi base della dieta mediterranea. L’allarme lo lancia Coldiretti che individua nel cambiamento climatico una della principali cause che faranno rimanere le tavole degli italiani “sguarnite” di pane, pasta, olio d’oliva extravergine, vino. Insomma, tutto ciò che compone la dieta mediterranea, quella che ci ha consentito di raggiungere un’invidiabile aspettativa di vita,79,4 anni per gli uomini e di 84,5 per le donne, tra le più elevate al mondo.

Si comincia con l’olio di oliva Made in Italy, razionato, con le scorte di extravergine che  saranno  esaurite entro i primi sei mesi del 2015. E’ questo il macabro effetto del crollo dei raccolti che ha coinvolto però tutti i prodotti base della dieta mediterranea. E Coldiretti, oltre a lanciare l’allarme, ha anche presentato un dossier su come cambieranno le tavole degli italiani nel nuovo anno con effetti sulle tasche e sulla salute.

“Se nel 2014 il reddito agricolo reale per attivo in agricoltura è diminuito in Italia dell11 per cento, nel 2015 sugli scaffali dei supermercati – sottolinea la Coldiretti – ci sarà il 35 per cento in meno di olio di oliva italiano, ma anche un calo del 25 per cento per gli agrumi, del 15 per cento per il vino fino al 50 per cento per il miele. La produzione Made in Italy di miele di acacia, castagno, agrumi e millefiori è quasi dimezzata (-50 per cento) per effetto del clima, ma se la vendemmia – sottolinea la Coldiretti – si è classificata come la piu’ scarsa dal 1950, con una produzione di vino Made in Italy che potrebbe scendere fino a 41 milioni di ettolitri, quella di olio di oliva è crollata attorno alle 300mila tonnellate. E’ allarme – continua la Coldiretti – anche per la produzione italiana di pasta a causa dell’eccessiva dipendenza dell’industria nazionale per l’acquisto di grano duro dall’estero da dove arriva circa il 40 per cento del fabbisogno perché non si è avuta la lungimiranza di investire sull’agricoltura nazionale. Se in Italia i  raccolti di frumento duro hanno subito una leggera flessione (-4 per cento), un calo consistente del 10 per cento si è verificato nell’Unione Europea e un vero e proprio crollo del 27 per cento  si è registrato in Canada  che è il principale fornitore dell’Italia. Complessivamente, secondo le stime dell’International Grains Council, la produzione mondiale dovrebbe attestarsi sui 34 milioni di tonnellate (-15 per cento)”.
Agrumi, altra nota dolente. Il taglio sulla produzione è del 25 per cento, mentre per il pomodoro da conserva per preparare polpe, passate e pelati da condimento si registra un calo delle rese per ettaro e la produzione rimane in linea con la media stagionale degli ultimi cinque anni solo grazie a un aumento delle superfici coltivate. Castagne, ancora peggio: siamo addirittura, ci informa Coldiretti,  al minimo storico con un raccolto nazionale ben al di sotto dei 18 milioni di chili registrati lo scorso anno e pari ad appena 1/3 di quella di 10 anni fa.

E qual è il rischio, lo spiega il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo: “Con il crollo dei raccolti nazionali aumenta il rischio di portare in tavola prodotti spacciati per Made in Italy ma provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità”.

 Consigli? Eccoli: “Verificare  con attenzione l’origine in etichetta, almeno su quei prodotti come l’olio, il miele e gli agrumi freschi dove è in vigore l’obbligo di indicare la provenienza, oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica, ma anche cercare sulle confezioni il caratteristico logo (Dop/Igp) a cerchi concentrici blu e gialli con la scritta per esteso nella parte gialla “Denominazione di Origine Protetta” o “Indicazione Geografica Protetta” mentre nella parte blu compaiono le stelline rappresentative dell’Unione Europea” .

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