energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

DIF 2020: grande danza, ma l’Italia deve riscoprire cultura e tradizione Cultura, Foto del giorno

Firenze – Terza giornata a Danzainfiera 2020, quindicesima edizione della grande fiera nazionale della danza in corso di svolgimento alla Fortezza da Basso, con l’intervento di grandi artisti e personaggi del mondo della danza classica.

Intervistate da Silvia Poletti, giornalista e storica, si sono alternate nell’area riservate agli incontri del padiglione Spadolini, Nicoletta Manni, prima ballerina della Scala, che  si è raccontata come donna e come artista seguita da un pubblico foltissimo di giovani e meno giovani e Zhanna Ayupova direttrice artistica della Vaganova Ballet Academy e primo vice-rettore dal 2013 che nella sua carriera di danza ha interpretato un gran numero di ruoli in importanti opere classiche e neoclassiche.

Alberto Testa, critico, storico e coreografo scomparso da poco, è stato ricordato venerdì 21 febbraio con un incontro dal titolo Alberto Testa una vita per la danza a giri di valzer, curato da  Sara Zuccari.

“Negli ultimi anni è cresciuta la qualità didattica e l’offerta di opportunità per i potenziali talenti con incontri di livello mondiale e masterclass – dice Silvia Poletti – Pensiamo per esempio alla presenza della Vaganova Academy di San Pietroburgo, una delle più note scuole di danza del mondo. O quella del co-direttore della The Ailey School, scuola ufficiale dell’Alvin Ailey American Dance Theater, Tracy Inman che ha tenuto uno Stage di Modern – tecnica Horton e presiede le tre audizioni della Ailey School nel programma International Academies Open Days”.

Dunque una proposta didattica migliorata di fronte a una sempre maggiore partecipazione di praticanti e appassionati..

Sì, ma rimane quello che io chiamo il problema del pop, che riguarda la formazione professionalizzante dei danzatori. Perché per lo più i docenti sono scollegati dal mondo nel quale operano. Pochi maestri sono in grado di stimolare gli allievi dal punto di vista culturale per alzare il loro livello di conoscenza. E’ un mondo a macchia di leopardo nel quale pochi si pongono il problema di aiutare i ragazzi a fare cultura di danza. Così l’unico loro riferimento è dato da ciò che offre youtube e la televisione. Ne ho esperienza nei corsi per gli insegnanti: a volte non sanno neanche fare ricerche su Internet per conoscere le tendenze.

C’è dunque un problema culturale, ma ce n’è anche uno che riguarda le istituzioni…

Sì c’è anche un grosso problema politico che è fortemente legato alla povertà culturale. Negli anni passati il Ministero seguì un preciso disegno di smantellamento delle compagnie di balletto d’opera, riducendole solo a tre. La Scala soprattutto e e la compagnia di Roma hanno lavorato bene per raggiungere un’alta qualità. Per il resto hanno prevalso le parole d’ordine innovazione e cambiamento generazionale, con il risultato che si è venuto a creare un numero infinito di compagnie che fanno danza contemporanea, qualcosa di molto intellettualistico, mentre manca la cultura di base.  La tradizione viene ghettizzata, si mistifica la realtà e si deformano le prospettive, con il risultato di una frattura abissale tra pubblico reale e pubblico potenziale. Così accade che ognuno difende le proprie posizioni anche per dare un senso alla propria vita.

Ne viene fuori un mondo di tutti contro tutti…

La colpa è di chi tiene il timone. Bisognerebbe che si facesse un esame di coscienza e si affrontasse il problema culturale offrendo linee guida precisa.

Foto: al centro Zhanna Ayupova, a destra Silvia Poletti

Print Friendly, PDF & Email

Translate »