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Difesa civica: 2000 istanze all’anno Società

Sono circa 2000 le istanze che ogni anno si trova davanti  Lucia Franchini, Difensore civico della Toscana eletta dal Consiglio Regionale per salvaguardare gratuitamente i diritti dei cittadini nei rapporti con la Pubblica Amministrazione. "Il cittadino è sempre meno suddito e sempre più elemento portante del governo del territorio – spiega  -. Spesso una normativa viene pensata con le migliori intenzioni, ma una volta applicata crea delle situazioni in contrasto con gli interessi delle persone. Il Difensore civico contribuisce ad individuare questi casi e a correggerli".

Da questo lavoro traggono giovamento non solo i cittadini, che sono  elemento attivo tramite le loro istanze, ma anche le stesse amministrazioni che trovano nella difesa civica un feedback della loro azione, un aiuto e uno stimolo. Si tratta di un potere non coercitivo, che si esplica in una vera e proprio assistenza nella negoziazione con lo scopo di trasformare la tensione in occasione di scambio e arricchimento per un processo di crescita sociale. In Toscana questa figura ha raggiunto un importante rilievo istituzionale arrivando ad ottenere nel 2011 il coordinamento nazionale delle politiche e delle azioni sull'immigrazione e il coordinamento dell'Istituto Italiano dell'Ombudsman (dallo svedese, letteralmente: "uomo che funge da tramite"). Le richieste di intervento provengono da tutto il territorio regionale con particolare concentrazione nella provincia di Firenze (967 istanze nel 2010), seguita da Siena (136), Arezzo (111), Lucca (109), Pisa (106), Pistoia (100) e Prato (91).

Meno attive, ma presenti, sono invece Livorno (67) e Massa (55) con fanalino di coda Grosseto (49). I motivi riguardano soprattutto la sanità (21% delle istanze presentate nel 2010), chiamata in causa per danneggiamenti dovuti a vaccini, emotrasfusioni e emoderivati, responsabilità professionale, farmaci e patologie rare, liste d'attesa e rapporti con la Commissione Regionale di Bioetica. I risultati dell'azione del Difensore civico in questo campo sono molto positivi, tanto che costituiscono il 26% delle pratiche chiuse lo scorso anno. "In ambito sanitario, credo molto nel potere persuasivo – ha dichiarato Vittorio Gasparrini, funzionario responsabile in materia di diritto alla salute – C'è da tutte le parti la volontà di collaborare per migliorare e stiamo cercando di coinvolgere ancora più soggetti".

Tante anche le istanze presentate per problemi con imposte e sanzioni amministrative (17,22%), per disservizi pubblici relativi a acqua, elettricità, telefonia, trasporti, gas e poste (14,55%) e per problemi nel settore del sociale, lavoro e previdenza (16%). Sono in aumento anche le richieste in materia di immigrazione (3%) con picchi nelle questioni inerenti alla cittadinanza e alla richiesta di permesso di soggiorno. Per quanto riguarda la scuola, se da un lato l'università non presenta particolari problemi, dall'altro è invece critica la situazione del diritto allo studio. A causa dei tagli apportati dal Ministero, è infatti diventata sempre più frequente l'assenza dell'insegnante di sostegno, fatto che può comportare, nei casi più eclatanti, il rinvio a casa degli studenti disabili quando non è previsto l'obbligo di frequenza. Dopo la scomparsa del Difensore civico comunale decretata dalla legge 191 del 2009, il ruolo del Difensore civico regionale è diventato ancora più importante: "La soppressione di questa figura – continua Lucia Franchini – alimenta nei cittadini l'errata consapevolezza che non esistendo il livello comunale non esiste l'attività in genere. La conoscenza e la diffusione della difesa civica rappresentano quindi una precondizione fondamentale per la garanzia dei diritti e degli interessi delle persone in un quadro di reciprocità con le istituzioni. Educare alla conciliazione, alla risoluzione non conflittuale degli interessi in causa costituisce un paradigma fondamentale per la convivenza civile che è sempre più necessario nelle società di oggi".

Virginia Friggeri
 

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