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Differenziata, Fucecchio abbatte il muro del 90% Ambiente

Fucecchio città della differenziata: una scommessa che prese il via nel 2010 con la raccolta di rifiuti "porta a porta" e che, in poco più di un anno, ha portato Fucecchio a sfondare il muro del 90% di raccolta differenziata.
Un grandissimo traguardo, considerando anche le difficoltà legate al territorio: oltre a un centro storico di impianto medioevale molto esteso, l'area comprende anche una percentuale di stranieri (circa il 16%) più alta della media dell'Empolese Valdelsa. I dati del 2011 di Publiambiente sono incontestabili: 91,3% è la percentuale di rifiuti che, grazie alla raccolta "porta a porta" non sono finiti in discarica ma sono stati immessi nel percorso riciclo-riutilizzo.  
“Questo importante risultato è stato raggiunto nonostante i problemi specifici del nostro comune – afferma l’assessore all’ambiente Massimo Talini – caratterizzato da un ampio centro storico di impianto medievale e dalla presenza di un’alta percentuale di cittadini stranieri, oltre il 16%.
Proprio per questo, a tutti i cittadini che si comportano in maniera civile e rispettosa dell’ambiente, non possono che andare i più sentiti ringraziamenti perché senza la loro piena collaborazione questa grande risultato sarebbe stato irraggiungibile”.
E la "ricaduta" dell'alta percentuale di raccolta differenziata è varia e positiva in tutti gli aspetti: non solo per l'intervento concreto su un problema serio quale l’esaurimento delle risorse del pianeta, dando la possibilità ai materiali di essere riutilizzati, ma meno rifiuti destinati alla discarica, circa 40/50 Kg per abitante, significa anche minor consumo del territorio e minori costi economici ed ambientali.

“Oltre a quelli ambientali – spiega Talini – i benefici che il sistema “porta a porta” e i suoi risultati portano sono molti altri. Innanzitutto la città è più pulita e quindi più bella: l’eliminazione dei cassonetti, quasi mille sul nostro territorio, ha infatti permesso un migliore utilizzo degli spazi da questi occupati e la scomparsa delle piccole discariche che di fatto erano diventati questi luoghi. In secondo luogo maggiore occupazione: con l’introduzione del sistema di raccolta “porta a porta” sono stati creati, direttamente e indirettamente, circa 20 nuovi posti da lavoro. Da non trascurare assolutamente il contenimento dei costi per lo smaltimento in discarica, che ha già portato nell’anno 2011 una riduzione della tariffa reale di circa il 10-15% per chi ha rispettato i conferimenti minimi (e questo si ripeterà nel 2012). Infine, grazie al “porta a porta” si è creato un diverso rapporto con le merci: la tariffazione puntuale e il principio di chi più inquina più paga ha incentivato un rapporto con gli oggetti molto più simile a quello da cui proveniamo, la civiltà contadina, dove non esistevano rifiuti, non si buttava via niente, ma ogni prodotto aveva una vita molto più lunga e, quando necessario, veniva riparato”.

Ed è paradossale che, in un luogo che si aggiudica un posto di prima fila per civiltà e rispetto ambientale, rimanga aperto un problema che fa da vero e proprio contraltare a quel 91,3% di differenziata che il Comune riesce a portare a casa: persiste infatti sul territorio il fenomeno dell'abbandono lungo le strade di rifiuti urbani indifferenziati e di piccole lavorazioni edili. Un punto su cui le amministrazione intende incrementare e inasprire la battaglia con ulteriori controlli e sanzioni.
Intanto, il comune procede spedito sulla strada tracciata e così entusiasticamente accolta dalla maggioranza dei cittadini: fra le iniziativa concrete in ponte, è orami prossima l'inaugurazione del fontanello in piazza Pertini. Un'intallazione che, oltre a fornire gratuitamente acqua di qualità ai cittadini, innesca la sparizione di milioni di bottiglie di plastica. 

foto: www.toscanaviva.com

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