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Diga di Montedoglio, maretta sulla nomina del rappresentante toscano Politica

Come risolverà il governatore Enrico Rossi la falla di Montedoglio? Questa volta a fare acqua non è (fortunatamente) la diga che contiene uno degli invasi più preziosi di Toscana e Umbria, ma la credibilità del governatore stesso, della Regione, dello stesso Pd.  E questa falla nella fiducia della popolazione e delle sue rappresentanze politiche, in primis i sindaci di Sansepolcro e Anghiari, Daniela Frullani e Riccardo La Ferla, si chiama Eaut, vale a dire  Ente Acque Umbro Toscane, il nuovo organismo preposto alla gestione della diga e nato dopo l’incidente di un anno fa. O meglio, a tenere sulle spine istituzioni, partiti, sindacati e associazioni di categoria della Valtiberina, è la questione della nomina del rappresentante toscano nel consiglio di amministrazione dell’Ente. Nomina che per statuto spetta al presidente della Regione. La richiesta, fin da momento della nascita dell’Eaut, è che nel consiglio d’amministrazione vada una personalità del luogo. Un accordo che, sebbene non fosse stato ratificato nello Statuto dell’Ente come sollecitato da diverse parti, aveva dato luogo a una sorta di patto fra gentlemen per cui restava inteso che il Governatore avrebbe nominato un uomo della Valtiberina all’ambito posto. Un impegno che però stando a notizie e voci insistenti, sembrerebbe essere disatteso, da parte regionale. Le voci di una possibile nomina dell’ex-sindaco di Cortona, Ilio Pasqui,  hanno subito fatto drizzare le antenne a istituzioni, partiti e associazioni di categoria della Valtiberina.

Tanto che i sindaci di Sansepolcro e Anghiari hanno lanciato un avvertimento a Rossi:
“Non è più tempo dei discorsi e delle rassicurazioni ma, piuttosto, dei risultati concreti – si legge nella nota congiunta diramata dai due primi cittadini – per questo rivolgiamo un ultimo e definitivo appello affinchè la Regione Toscana, che in questa fase ha il compito di nominare gli organismi direttivi dell’Eaut, prenda atto del lavoro svolto finora dai primi rappresentati dei cittadini, dalle categorie economiche e dalle forze politiche e senza indugi affidi ad una personalità riconosciuta della Valtiberina le redini dell’Eaut”.  In caso contrario? “Se entreranno nella partita altre esigenze, diverse da quelle della sicurezza e della correttezza, si lederebbero le fondamenta dei nostri ideali fino ad oggi condivisi e saremo pronti a rispondere nei modi che riterremo più giusti, valutando azioni e prese di posizione conseguenti”.
E ai sindaci si è aggiunta la voce dello stesso Pd e della Cgil della VAltiberina.

La nota del Pd di Sansepolcro che appoggia l’appello dei sindaci Frullan e La Ferla alla Regione è veramente chiara: il partito “condivide e fa proprio il forte ed ultimativo appello rivolto dai Sindaci Frullani e La Ferla alla Regione Toscana affichè, senza ulteriori indugi, affidi ad una personalità riconosciuta del nostro territorio  le redini dell'ente di gestione della Diga di Montedoglio”. Ribadendo che questa richiesta “nasce da tutta la Valtiberina che mai come in questa occasione si è ritrovata unita in tutte  le sue componenti (istituzioni, associazioni, sindacati, partiti politici, cittadini tutti)”, il Pd di Sansepolcro aggiunge la sua convinzione che la gente della Valtiberina non verrà certo tradita. Una scelta di termini che la dice lunga sul significato che la nomina di Rossi assume nel contesto della Valle e degli enti locali, nonché dello stesso partito democratico.


E le parole della Cgil sono ancora più chiare: “Chiediamo a Rossi di prendere atto della volontà unanime della popolazione della Valtiberina e di dare ascolto ai Sindaci e alle associazioni che la rappresentano. Se non lo farà, aprirà una frattura dalle conseguenze incalcolabili. Potremmo avere Sindaci che si dimettono, associazioni mobilitate e un'intera popolazione che comincerebbe a pensare che la Toscana è per loro più matrigna che madre.A chi serve forzare la mano in maniera così insopportabile?”. La parola ora passa al Governatore.

 

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