energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Digit incalza il governo sul Freedom of Informaction Act Internet

Prato – La necessità esce da Prato, da un festival dedicato al giornalismo, da giornalisti ma non è solo per i giornalisti. Si tratta di dotare l’Italia di una legge su modello del Freedom of Informaction Act- foia. Che significa, al di là dell’inglese, che divenga realtà vera il concetto che chiunque lo voglia possa richiedere di accedere alle informazioni pubbliche. Il che significa spazzare il campo da ostacoli burocratici, rigiri e segreti “di Stato” o semplicemente di “comune”: via libera al diritto di conoscere, da parte di chiunque sia interessato anche semplicemnte per curiosità, come, perché, qiuando e cosa sia stato deciso dall’ente pubblico su qualsiasi aspetto della vita dei cittadini.

Un principio che non è così peregrino, se, come ricorda il giornalista e docente Raffaele Fiengo, già nel ‘400 vigeva a Siena, dove non solo i cittadini potevano chiedre conto e contezza degli atti pubblici, ma, se non esauditi, il malcapitato “imiegato” veniva sottoposto a multe disastrose. Tanto è prezioso e civile il principio che i meccanismi di tutto ciò che regola il vivere e il convivere civile devono essere trasparenti e accessibili.

Detto questo, la necessità in Italia di godere da parte del cittadino di un simile indubitabile diritto di civiltà è senz’altro urgente e non solo, come ribadito dal festival Digit, per chi fa dell’informazione il proprio mestiere. Del resto, lo stesso Renzi ha più volte menzionato questa necessità, dichiarandone egli stesso l’urgenza.

“È tempo che il presidente Renzi rispetti la promessa fatta agli italiani, quando già in occasione delle primarie per le elezioni del 2013 mise il Foia in cima al suo programma – ricorda il documento con cui si è conclusa la kermesse del giornalismo digitale tenutasi a Prato nel fine settimana – una posizione netta che richiede un intervento chiaro e immediato da parte del Premier su una questione tanto cruciale per il Paese quanto poco conosciuta dal grande pubblico”.

Una questione che tuttavia rappresenta l’architrave per ottenere una legge che, garantendo il diritto di chiunque ad accedere alle informazioni pubbliche, “obbligherebbe finalmente le istituzioni a dare conto del proprio operato, rendendo inoltre possibile un giornalismo più attendibile e tempestivo su questioni che, dal malaffare pubblico al rapporto iniquo tra cittadini e Istituzioni, rendono l’Italia un Paese diversamente democratico”.

Del resto, ricorda la nota stesa in conclusione di Digit e in seguito all’incontro dibattito cui hanno partecipato Peter Gomez (direttore del FattoQuotidiano.it), Marco Giovannelli (direttore di Varese News), Daniele Chieffi (responsabile delle relazioni con il web del gruppo Eni) e Angelo Cimarosti (fondatore di You Reporter), moderatore Raffaele Fiengo (giornalista, docente, promotore della Iniziativa Foia.it), “Renzi, durante le primarie aveva dichiarato: ‘La prima cosa in assoluto che farei da Premier è adottare il Freedom of Information Act’. Concetto poi ribadito lo scorso marzo nel discorso di insediamento a Palazzo Chigi”.

Allora? Allora, non resta che incalzare il governo perché la legge venga fatta al più presto. Per presidio dei giornalisti, certo, ma soprattutto di tutti i cittadini. E dunque, della democrazia.  

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »