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Dimezzare l’aliquota Imu agli agricoltori che conducono direttamente l’azienda Notizie dalla toscana

I comuni hanno la facoltà di ridurre l'aliquota dell'Imu alle imprese che portano sulle nostre tavole cibi genuini e che, con le produzioni vivaistiche, riducono i livelli di Co2 nell'aria (che in queste settimane nel pistoiese è molto 'appesantita' da polveri sottili). In generale, l'agricoltura contribuisce a mantenere ' in salute' il territorio.
Il nuovo regime fiscale comunale varato dal governo Monti, con l'introduzione dell'Imu, peserà e non poco anche sull'agricoltura. Basti pensare che per una piccola stalla di 20 metri per 24 (480 metri quadri), con rendita di euro 3.800, si pagheranno ex novo 479 euro l'anno. L'Imu graverà sui terreni agricoli e su tutti i fabbricati rurali, ad uso strumentale (stalle, depositi, ecc.) e abitativo.
Un onere insostenibile per gli imprenditori agricoli che conducono direttamente il fondo, attività che rappresenta, se non l'unica, la principale fonte di reddito proprio e/o della famiglia e dei collaboratori.
Situazione ben diversa da quelle attività agricole condotte a fini speculativi da società finanziarie o mero hobby di abbienti possidenti.
Il governo al momento non ha dimostrato sensibilità verso chi, oltre a favorire sviluppo ed occupazione, serve -in particolare nelle zone 'marginali'- a tenere in vita boschi e paesaggio, visto che chi gestisce direttamente il fondo difficilmente pratica agricoltura intensiva, prosciugando terreni e ambiente.
Per senso di responsabilità Coldiretti ha scelto di non manifestare in piazza, ma la manovra approvata dal governo riserva forti iniquità al settore primario che devono essere corrette a livello centrale.
I comuni, però, possono fare la loro parte. "Hanno la facoltà di dimezzare l'aliquota Imu e noi pensiamo che, nonostante le difficoltà generali, abbiano dei buoni motivi per farlo -ha dichiarato Riccardo Andreini, presidente di Coldiretti Pistoia-. Le amministrazioni locali conoscono meglio del governo la valenza delle attività agricole condotte da chi sul proprio lavoro ci campa. Chi conduce il fondo è interessato non solo a produrre reddito, ma pure a preservare dal dissesto idrogeologico terreni e immobili, con benefici per tutti. Per questo chiediamo ai comuni di rendere meno pesanti gli oneri a chi rende la nostra provincia una delle principali realtà agricole regionali e nazionali".

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