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Dimissioni in bianco, affondo di Sel Politica

Il fenomeno delle dimissioni in bianco è sempre più diffuso e, secondo i dati Istat, ha interessato fra il 2008 e il 2009 oltre 800mila lavoratori. Si viene assunti, quando si viene assunti, e all'atto della firma del contratto viene richiesto di sottoscrivere una lettera di dimissioni senza indicarne la data. In bianco, per l'appunto. Con una proposta a firma del consigliere regionale Mauro Romanelli il gruppo di SEL cerca di tamponare questa emergenza-licenziamento che grava soprattutto sulle donne, che se coinvolte in uno stato interessante vengono allontanate dal posto di lavoro facendo passare per dimissioni quello che in realtà è un licenziamento a tutti gli effetti.

La proposta di SEL – Non potendo intervenire sui contratti nazionali di lavoro i consiglieri toscani di SEL hanno presentato una proposta di legge che riguardi, da un lato, le aziende vincitrici di appalti regionali e, dall'altro, quelle che dalla Regione hanno ottenuto agevolazioni finanziarie o amministrative. Per le prime, si legge nella proposta di legge, è previsto che l'atto di dimissione sia firmato “in diretta” davanti al Dirigente pubblico responsabile dell'appalto; per le seconde, sarà il Sindaco del comune interessato dall'attività produttiva a presenziare alla firma delle dimissioni.

Romanelli: «Un atto di responsabilizzazione» – Mappare il fenomeno delle dimissioni in bianco è difficile, poiché non si può avere certezza materiale della data di firma delle dimissioni. Esse, oltre a costituire un problema per le donne, vanno a incidere sul rapporto tra datore di lavoro e lavoratore in quanto possono diventare uno strumento di ricatto anche per ciò che concerne le attività sindacali. «La nostra proposta di legge vuole dare un segno politico e di legalità in Toscana e non solo – ha spiegato il consigliere di SEL Mauro Romanelli – Facendo firmare davanti a un pubblico ufficiale le dimissioni avviene anche una responsabilizzazione di quest'ultimo. Chiediamo al Presidente Rossi e a tutti i suoi alleati di porre immediatamente in discussione questo testo di legge»

La mozione in Consiglio – Diverse sono state in passato le iniziative per ostacolare il fenomeno, a partire da quelle delle consigliere Alessia Petraglia e Bruna Giovannini presentate nella scorsa legislatura. È di poche ore fa la notizia di una mozione bipartisan per la modifica dell'attuale legge nazionale sulle dimissioni a firma delle consigliere Lastri, Fuscagni e Sgherri. La proposta di legge di SEL accoglie questa mozione che è stata presentata anche dal PDL regionale. Un tentativo politico per ripristinare la legge 188 del 2007 che prevedeva già a suo tempo la necessità della registrazione online delle dimissioni, che avrebbe ufficialmente certificato la data di queste ultime. Il precedente Governo Berlusconi aveva liquidato questa normativa nel 2008 e, in occasione della giornata nazionale di mobilitazione per il ripristino della 188 è arrivata la mozione in Consiglio Regionale.

Domani Nichi Vendola a Firenze – Sempre sulle tematiche inerenti ai diritti sociali, nella giornata di sabato 25 febbraio arriverà Nichi Vendola a Firenze, in occasione dell'iniziativa promossa da SEL «Per il reddito di cittadinanza, per il diritto all'esistenza». Dalle ore 10.00 all'SMS di Rifredi in via Vittorio Emanuele II si alterneranno giuristi e sindacalisti per discutere di un reddito minimo a difesa delle fasce più deboli. È prevista la partecipazione del leader si SEL per le conclusioni attorno alle 16.00.

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