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“Diodi”, un film per ritrovare la strada giusta. Spettacoli

Ideato e realizzato dai giovani Saverio Tommasi, Fulvia Alidori, Giulia Maraviglia e Domenico Scarpino, con musiche originali de “L’apprendista Bardo”, il film racconta la vita e la scelta di stare dalla parte giusta di quattro partigiani: Anita Malavasi “Laila”, Silvano Sarti “Pillo”, Aldo Michelotti e Didala Ghilarducci.
“Diodi- spiega Saverio Tommasi, attore e scrittore- come la giusta direzione, resistenza come corrente continua. Quattro come i punti cardinali, per non perdere l’orientamento. Il nostro lavoro- continua Tommasi- è un progetto che nasce nel 2009 e ha visto coinvolti quattro persone, che avevano voglia di confrontarsi e sentivano il bisogno di raccontare il presente, partendo dal passato. I diodi sono componenti elettronici che impediscono al flusso di corrente di tornare indietro. Hanno a che fare con la direzione. La giusta direzione, quella che fa funzionare le cose. Da qui l’idea di parlare della “Resistenza” della nostra Storia e della lotta al Nazifascismo, ascoltando e raccontando le storie di quattro partigiani che sono e sono stati diodi”.
I quattro autori hanno ideato e curato insieme tutti “gli ingredienti” del film: dalle interviste al montaggio, dalla produzione alla promozione.
“Ci siamo confrontati sulla storia e sul presente del nostro paese – precisa Domenico Scarpino, videomaker e sceneggiatore – cercando di capire cosa sia successo ‘nel mezzo’. Abbiamo portato nella discussione le nostre differenti esperienze e i nostri diversi temperamenti. A partire dai racconti dei partigiani, abbiamo iniziato a raccontare il nostro quotidiano. È per questo che vogliamo condividere questo documentario non solo come un prodotto finito ma come un percorso in divenire, un percorso comune. Per questo siamo disponibili a viaggiare per presentare Diodi, discutendone ovunque sia possibile”.
“Sarà un piacere per noi- concludono Fulvia Alidori, laureata In Scienze Politiche, studiosa di storia, scrittrice e iscritta all’Anpi, e Giulia Maraviglia, che studia metodologia della ricerca sociale- portare il film, nelle scuole, nei circoli, in altre città e raccontare il ‘dietro le quinte’: come è nato e le difficoltà che abbiamo incontrato, condividendo con tutti idee, spunti e proposte”.

 

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