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Dipendenti comunali, “L’amministrazione fa il gioco delle tre carte” Società

Firenze – Neanche il tempo di finire l’anno vecchio e cominciare quello nuovo, che, dopo aver prodotto sul finire del 2014 una pre-intesa per quanto riguarda il contratto decentrato per i dipendenti comunali, scoppiano ancora le ostilità fra i lavoratori pubblici e Palazzo Vecchio. E prima di dar conto del nuovo oggetto del contendere, riportiamo anche una precisazione per quanto riguarda “l’accordo” raggiunto sul contratto decentrato: è vero, c’è un documento firmato dalle parti, ma, assicurano da parte sindacale,va sottoposto alla volontà dei lavoratori che si esprimeranno con un referendum”. Insomma, per quanto importante e senz’altro approvabile (senz’altro infatti passerà in sede referendaria) dai lavoratori, si tratta precisamente, a conti fatti, di una “pre-intesa”. O perlomeno, di un “accordo condizionato”  al risultato della consultazione fra i dipendenti stessi.

La pietra dello scandalo stavolta, raccontano i sindacati, è l’aver annunciato, da parte del sindaco Nardella e dell’assessore Gianassi, tramite interviste ai giornali, l’esubero di 400-450 unità nell’amministrazione comunale.Come? – si chiede e chiede un inviperito Stefano Cecchi, rappresentante dell’Usb comunale – come? E a noi quando volevano dircelo, il signor sindaco o il signor assessore?”. Insomma, se il merito è senz’altro, per i lavoratori, da criticare, non è da meno il metodo, dal momento che quasi fino all’ultimo giorno dell’anno appena passato il confronto sul contratto decentrato dei dipendenti comunali è stato non solo serrato, ma anche molto duro. Perché dunque tacere in quell’occasione, di quell’esubero di oltre 400 unità? Interessante, ribadisce il sindacato, anche “l’approssimazione e la leggerezza” con cui si tratta il tema: si parla infatti di “prepensionamenti”, “dichiarazione di esuberi”, tale e quale come si parlerebbe “di sacchi di zavorra da allontanare in qualsiasi modo per ridurre le spese del personale amministrativo comunale”.

Ma se questo è il metodo, non da meno, secondo l’Usb, è il merito. Anche perché mette in luce una contraddizione definita “lampante” dal sindacato, a meno che non si pensi che tutto questo tagliare e svilire del ruolo dei dipendenti comunali non faccia parte di un vero e proprio disegno eletto a sistema. E la contraddizione (o il sistema) sarebbe la (o il) seguente: a fronte degli esuberi prospettati tramite quotidiani, si prospetta in contemporanea l’affidamento di “gran parte del welfare comunale al Terzo Settore, il che significa dare in appalto-esternalizzare la gestione dei servizi per gli anziani e per i bambini. Creando così anche le condizioni di avere forza lavoro senza diritti e con retribuzioni da fame, però a parità di costi, e innescando quei processi di cui “mafia capitale” rappresenta solo la punta dell’iceberg”. In altre parole, accusa il sindacato, si aprirebbe anche a Firenze la porta di quel sistema che fa della sussidiarietà o terzo settore che dir si voglia il perno di tutti quei servizi agli anziani, all’infanzia, ai più deboli e bisognosi che ha dato prova di essere “morbido come il burro” alla lama affilata del clientelismo e di sistemi basati sugli “amici e gli amici degli amici”. Insomma, il riferimento simbolico è senz’altro trasparente e guarda al Tevere.

E infine, rilevano con amarezza i dipendenti, non solo il Comune, con una mano, proclama la necessità dei tagli al proprio personale definito in esubero, ma con l’altra continua ad assumere. Vale a dire, spiega imperterrito l’Usb, “mentre parlano per noi di tagli, di risparmi di economie, negli ultimi giorni del 2014, la Giunta Nardella ha continuato ad assumere a chiamata un art.90 come capo cerimoniale con un indennità aggiuntiva alla retribuzione di 45.000 € annui, e altri 2 articoli 110 come Dirigenti, ma per far questo naturalmente la spesa è sempre incomprimibile e non c’è la necessità di risparmiare”. Dunque, il 2015 si annuncia già bollente per Palazzo Vecchio.

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