energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Dipendenti comunali, raffreddamento fallito, comincia la guerra Cronaca

Firenze – La guerra è cominciata. Anche se, come dice il rappresentante delle Rsu comunali fiorentine Stefano Cecchi, “siamo sempre disponibili a tornare al tavolo della trattativa”. Sì, continua, ma se il Comune si decide di aprirla, la trattativa. Perché se il confronto alla fin fine non c’è, allora … Allora è guerra. Comincia così da oggi, dopo il fallimento della procedura di raffreddamento tenutasi in Prefettura fra le parti, vale a dire rappresentanze dei dipendenti comunali e quelle dell’amministrazione, lo stato d’agitazione che coinvolge i dipendenti di Palazzo Vecchio. La decisione arriva al termine di oltre due ore di confronto serrato, in cui l’amministrazione chiede tempo. Quanto? quarantacinque lunghissimi giorni, da qui a Natale insomma. “Una richiesta che sa tanto di dejà vu – dice Cecchi – abbiamo assistito tante volte a richieste di tempo che poi si sono procrastinate ben oltre ai termini di cui s’era parlato”. Insomma non ci credono più. Epperciò, da parte della Rsu, risuona un deciso “no”.

Ma perché l’amministrazione vorrebbe 45 altri giorni per rivedere, ripensare, rimettere, rifare? I problemi sono sul tavolo da un bel pezzo. “Innanzitutto – dice Cecchi – chiediamo da parte del governo cittadino un atto ben preciso, che dovrebbe essere messo in campo anche per l’effetto psicologico forte sui lavoratori. Oltre, ovviamente, per il quantum, a volte davvero notevole che è stato contestato a livello di denaro”. Ci si riferisce, come è chiaro, a quelle lettere di mora che l’amministrazione aveva avviato già oltre un anno fa, ai dipendenti, contestando la restituzione di parte del denaro ricevuto sotto forma di incentivi e altro, in quanto sarebbe stato concordato in maniera non legittima dai sindacati. Una questione cui ha messo recentmente la parola fine il giudice, che ha anche ordinato al Comune di “annullare” gli atti. “Ancora non è stato inviato nulla ai lavoratori – dice Cecchi – ci saremmo aspettati che, il giorno dopo la sentenza, dal comune giungessero ai propri dipendenti messi in mora lettere del tenore: “State tranquilli, non ci dovete nulla””. Così non è stato, anche se alcuni lavoratori avevano già “consegnato” somme a questo punto non dovute, che dovranno tornare indietro. Come non è successo, sotto un profilo diverso, che nessuno dell’amministrazione rammentasse neppure che anche i sindacalisti che a suo tempo avevano firmato gli accordi siano stati completamente “scagionati”.

“Diciamo le cose come stanno –  continua Cecchi sul punto – il ritiro della determina relativa alle lettere di messa in mora, nonché l’invio della comunicazione ai singoli dipendenti dell’archiviazione della procedura rivestirebbe nient’altro che un aspetto formale, in quanto  ormai la richiesta di recupero non è più esigibile. Sarebbe tuttavia un atto di rispetto della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune, dopo essere stati messi all’indice”. 

Ma non è certo finita qui. “Altro problema riguarda l’incentivo di produttività relativo al 2014. Quei soldi che, secondo l’impegno che si erano assunti, vale a dire che il pagamento sarebbe avvenuto entro agosto scorso, avremmo già dovuto avere in tasca, visto che siamo a fine ottobre”. Sempre sul punto, l’ostacolo secondo l’amministrazione sarebbe rappresentato dal “no” del collegio dei revisori dei conti, che d’altro canto sono mutati proprio ieri. A questa preoccupazione se ne aggiunge un’altra quella sui “progetti speciali” sui quali pesa un’altro no del collegio dei revisori ma su cui esiste anche una pre intesa col Comune firmata da amministrazione ed Rsu. Infine, ultimo tassello, “resta ancora da essere costituito il fondo relativo al 2015, e siamo già a fine ottobre”.

Eppure, nonostante il diniego del Collegio revisori dei conti (peraltro ormai ex), secondo l’Rsu un’altra strada potrebbe esserci. Non una forzatura, “ma un legittimo atto di decisione politica da parte dell’amministrazione” che potrebbe comunque prendere una decisione diversa. In particolare proprio sui progetti speciali.

Allora, ecco il finale: nonostante l’impegno anche da parte della Prefettura, parte lo stato d’agitazione, che verrà declinato nei prossimi giorni, partendo da una più che probabile assemblea del personale. “Sempre disponibili a tornare al tavolo – conclude Cecchi – non si vuole lo scontro per lo scontro. Si vuole solo chiudere finalmente questo capitolo”. Con l’augurio, aggiunge, che poi “si possano ripristinare della relazioni sindacali diverse fra dipendenti e amministrazione”. 

 

 

 

 

 

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »