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Dipendenti enti locali, quelli regionali costano di più Società

Firenze – A dirlo, la Corte dei Conti, che computa, nella sua relazione sull’andamento dei flussi di cassa degli enti territoriali, una spesa media per dipendente regionale che si assesta sui 35.050 euro (nel 2012), a fronte di 27.780 relativi al dipendente comunale e di 28.358 per il dipendente provinciale. La situazione muta leggermente per quanto rgiuarda i dirigenti: in questo caso infatti la palma dei meglio pagati va a quelli provinciali, che “costano” mediamente 96.554 euro, mentre si scende a 92.735 nelle Regioni e a 87.054 nei Comuni. A un conto totale, fra Regioni e autonomie locali sono occupati complessivamente 550mila dipendenti, per una spesa complessiva di 15 miliardi di euro.

Trattamenti diversi si rilevano anche da Regione e Regione e non solo da ente a ente. La Corte dei Conti evidenzia la distribuzione del personale , non uniforme sul territotio nazionale, “con punte di maggiore concentrazione” al sud e in Sicilia. Un’appunto che evidenzia anche la diversa incidenza nella distribuzione fra dirigenti e pdipendenti, che, rileva la Corte, è “in sé sintomatico della corretta organizzazione degli apparati amministrativi”.

D’altro canto, la presenza di blocchi contrattuali dovrebbe, almeno sulla carta, rendere stabile la spesa media. Così non è: “Si rileva, invece, la sua tendenza a crescere in talune realtà regionali e locali caratterizzate dalla sensibile contrazione della consistenza del personale dirigente – si legge nella nota dei magistrati contabili – il che appare sintomatico della reiterata prassi di ripartire le risorse del trattamento accessorio tra i dirigenti rimasti in servizio”. In parole povere, diminuiscono le posizioni dirigenziali ma non la spesa, il che significa che lo stesso o un maggiore volume di risorse viene ripartito fra meno persone.

Infine, la relazione della Corte dei Conti contiene anche una analisi dei risultati del Patto di stabilità interno per il 2013, con un passaggio sui debiti della Pubblica amministrazione. Così, si “scopre” che ci sono ancora 3,6 miliardi di euro (pari al 15% delle risorse disponibili) che non sono stati spesi, in particolare dai Comuni, che riguardano il totale delle risorse messe a disposizione per accelerare il pagamento: 23,7 miliardi di euro nell’anno 2013 e 24,7 miliardi di euro per il 2014.

 

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