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Direttore Caritas Nazionale incontra le Caritas della Toscana Società

Mons. Francesco Soddu, 52 anni, sardo, da nemmeno 100 giorni è il nuovo direttore della Caritas Italiana, nominato dal Consiglio Permanente dei Vescovi Italiani a gennaio scorso.  Il suo vescovo, nel 2005, l’ha chiamato a fondare la Caritas a Sassari. “Un impegno grande – ha dichiarato – all’inizio avevamo solo mensa, centro distribuzione viveri, ostello, studio dentistico, ma erano solo servizi. La struttura della Caritas è invece ecclesiale, cercando sempre di essere al servizio della Chiesa e del territorio”. Soddu, come prassi, dopo la nomina ha iniziato un tour conoscitivo in tutte le regioni italiane, per incontrare i vari direttori diocesani. “Noi oggi dobbiamo essere strumento di servizio all’interno del territorio, per creare sempre dei contatti, delle reti. Dobbiamo recuperare il grande tema delle relazioni, affinché, soprattutto nelle piccole realtà, producano ulteriori relazioni, e di conseguenza lavoro”. Nei giorni scorsi è arrivata in Toscana, dove a Siena, ha incontrato tutti i 18 direttori Caritas della nostra regione. “Ascoltare i miei confratelli della Caritas per me non è un sacrificio, anzi è fondamentale. Questo tour, che solitamente ogni direttore di Caritas Italiana compie all’inizio del mandato era previsto, ma se non fosse stato così, l’avrei fatto ugualmente. Non potrei mai iniziare il mio lavoro senza prima incontrare di persona i volontari e i responsabili delle Caritas locali. Vengo per ascoltare. Per osservare. Per conoscere dal vivo le tante realtà del territorio. E vengo anche per imparare. In questi primi mesi ho raccolto impressioni, suggerimenti, richieste; non so ancora dire esattamente cosa ne sarà di tutto questo, ovvero a quali riflessioni arriverò in futuro”. La missione della Caritas, nelle sue realtà diocesane, oggi deve fare i conti con un Paese in difficoltà. Lo confermano proprio i dati ufficiali delle Caritas toscane, con l’aumento degli italiani che si rivolgono ai centri di ascolto in cerca d’aiuto. “Famiglia, casa, lavoro. Sono le cose che preoccupano maggiormente in Italia e nel mondo, basti pensare alla Grecia in questi giorni. Il nostro compito – dice il monsignore – non è quello di trovare una soluzione alla crisi: non ci è chiesto da nessuno, né questa è la strada che dobbiamo seguire. Nella crisi però dobbiamo essere luce di speranza. Dobbiamo essere testimoni dell’amore di Dio”. Per il neo direttore nazionale è importante tenere presente che “quando qualcuno viene a chiederci aiuto, noi non incontriamo dei problemi; incontriamo una persona. Non incontriamo una bolletta da pagare, incontriamo un uomo con la sua storia, con la sua sofferenza, ma anche con tutta la sua ricchezza interiore. Non è facile, né immediato ragionare in questi termini, lo so. Eppure è questo quello che deve spingerci nel momento in cui ci mettiamo a parlare con qualcuno”. Secondo Soddu “fare il volontario non è semplice. Richiede preparazione, competenza, un serio discernimento. E’ per questo che quando ero a Sassari ho sempre invitato i miei collaboratori ad aggiornarsi, a formarsi continuamente, a non fermarsi mai in quel percorso di crescita umana e spirituale che il servizio Caritas offre a chiunque lo intraprenda. Tra le cose da fare, che mi sento di consigliare alle altre Diocesi italiane è questa: investite sui giovani. Investite sul loro talento, sulla loro creatività, sulla loro competenza. Non abbiate paura a investire. Non abbiate paura del futuro”.

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