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Direzione PD: sinistra dei fatti e sinistra da salotto Politica

Pistoia – Una Direzione al vetriolo. Questa la Direzione di ieri (3 aprile) ed è stato il chiaro esempio di come si tenti (inutilmente) di delegittimare un esecutivo in vista di ottobre. Mese, questo, importante per il referendum che porterà, se votato positivamente, riforme epocali per la politica italiana.

Una minoranza di opposizione, netta e chiara quella che abbiamo potuto ascoltare ieri, con attacchi duri al segretario Matteo Renzi sulla tenuta della sua leadership e sul suo atteggiamento troppo personalistico all’interno del partito. “Si sono scordati, lor signori, di periodi passati dove la leadership era davvero debole o assente, tanto che, nonostante il Congresso, non ha tenuto botta ed ha permesso l’ascesa di Renzi”, dice qualcuno presente.

Non comprendono probabilmente che l’Italia ha necessità di andare avanti con  programmi ed investimenti, non con concetti filosofici ( semmai lo fossero stai!) e dietrologici di una politica stantia che non trova più spazio nella realtà così in movimento da essere già oltre.

L’Italia è stanca di assistere a teatrini sterili, di attacchi sulla capacità o meno di un segretario che, bene o male, è alla guida del Governo e che rende, oggi più che mai, un Partito democratico forte ed al primo posto in classifica, e un Paese migliore di come lo ha trovato più di due anni fa. Attacchi coalizzati e ben chiari nella loro motivazione: quella della paura di rimanere fuori dai giochi.

“Con che coraggio Cuperlo parla di incapacità dato che al Congresso è stato spazzato via come un fuscello?” questi i rumors sui social. Certo, la Riforma costituzionale provocherà un grande cambiamento, una forte diminuzione di parlamentari, che dovranno trovare una occupazione. Questo è il punto. Si gioca a fare gli intellettuali, connotazione di una sinistra ormai desueta ed antica. Essere di sinistra oggi significa fatti, non chiacchiere da salotto di intellettualoidi superati persino da se stessi, significa cercare investimenti, produrre posti di lavoro e trovare accordi internazionali.

“Essere di sinistra-, dice spesso il segretario – significa impegno per portare a casa accordi commerciali importanti per poter disporre di risorse economiche e posti di lavoro, quelli che  ancora mancano, per dare serenità alle persone”. Significa realizzare e sbloccare opere pubbliche, significa ricerca ed innovazione.

L’intervento di Renzi verteva su diversi temi, dall’immigrazione, che necessita di progetto più organico, alle legge elettorale, l’ Italicum che darà subito un risultato certo. E poi Bagnoli, una realtà che grida vendetta e che visiterà nei prossimi giorni. Si è soffermato con un lungo discorso su trivelle e referendum, puntando il dito sulla legittimità dell’invito all’astensione.

Fu fatto dai DS all’epoca dell’art. 18. Allora andava bene ? Non votare un referendum inutile è diritto di tutti. Questo sopratutto in risposta a Speranza che ribadisce essere un referendum prodotto dal PD e dai consiglieri regionali. Cuperlo, nel suo intervento, incalza con l’affermazione che Renzi non sia all’altezza del ruolo che ricopre,” ti manca la statura del leader anche se coltivi l’arroganza del capo” riferendosi direttamente al segretario con critica ampia sulla conduzione sia del Governo che del Partito.

Cuperlo dovrebbe ricordare il suo 18% contro il 68% del congresso. A volte la memoria è corta. Renzi si è preso la responsabilità dell’emendamento Tempa Rossa, sulla necessità di sbloccare opere pubbliche “che non sono reati, ma sono opportunità. Fare investimenti e sbloccando ciò che è fermo significa lavoro. A me hanno insegnato così. E per me essere di sinistra e avere questo coraggio.” Ed è nel finale che Renzi risponde con la replica, accorata come sempre, ma misurata nei toni e puntuale alle risposte. Ribadisce l’importanza del confronto e della discussione,”con la franchezza e la libertà a tutti di parlarsi”: “La Direzione è un luogo oggi più che mai di discussione, che rende giustizia all’accusa di una enclave chiusa e sorda che decide per i fatti propri” conclude sottolineando che la ricostituzione banale del “giglio magico” che decide nelle segrete stanze va bene per qualche tweet ma non per chi conosce i fatti”.

In riferimento al PD che rischia di venire rovinato dalla sua leadership replica dicendo che “è ingiusto”: “Questo partito è molto più forte di quello che sembra. Un punto di riferimento per tanti italiani che, però, non ne possono più dei nostri scontri interni” . La Direzione si è chiusa con l’approvazione della relazione del segretario con 98 voti a favore contro 13 tra i quali figurano Epifani, Bersani, Speranza , Cuperlo e Emiliano.

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