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Diritti d’autore: Fondazione Puccini vince la causa contro Ricordi Notizie dalla toscana

Lucca – La sezione specializzata “impresa A” del Tribunale di Milano ha dichiarato Casa Ricordi inadempiente rispetto alle obbligazioni di pagamento verso la Fondazione Giacomo Puccini, in quanto legataria di Livio Dell’Anna, della quota ad essa spettante dei proventi d’autore maturati in relazione ai contratti intercorsi tra la stessa casa Ricordi, Giacomo Puccini, Antonio Puccini relativamente ai diritti d’autore delle opere Il tabarro, La Fanciulla del West e Turandot, condannandola al pagamento in favore della Fondazione Giacomo Puccini delle quote maturate dall’anno 2015 ad oggi e di quelle a venire fino alla caduta delle opere in pubblico dominio. Questa in sintesi la decisione del Tribunale di Milano.

Soddisfatto il Presidente e Sindaco di Lucca Alessandro Tambellini “La Fondazione non ha piegato la schiena di fronte ad una palese ingiustizia ed è stata costretta ad una causa per vedersi riconosciuti diritti già ampiamente sanciti da sentenze ed accordi firmati”. Rispetto al valore della causa il Presidente Tambellini ha aggiunto: “La somma dovuta da Casa Ricordi dal 2015 al 31 dicembre 2019 supera i 2.800.000,00 euro. La prosecuzione dei diritti di Fanciulla del West e di Turandot fino al 2024 e di Suor Angelica e Gianni Schicchi fino al 2040, se oculatamente gestiti, garantiranno una vita lunga alla Fondazione, che potrà così partecipare autorevolmente al dibattito e alle scelte culturali territoriali e nazionali su Giacomo Puccini.”

Per il Direttore Massimo Marsili “c’è voluta una seconda causa per confermare i diritti già sanciti dal Tribunale di Firenze nel 2008. Mi auguro si tratti dell’ultima volta e che si possa finalmente programmare sul medio periodo in condizioni di certezza.”

La Fondazione in data 27 luglio 2015 riceveva una raccomandata con la quale Casa Ricordi comunicava la sospensione dei pagamenti dei diritti di utilizzazione delle Opere di Giacomo Puccini ancora sotto tutela. Casa Ricordi giustificava la sospensione adducendo come motivazione una diffida a firma di Simonetta Puccini che conteneva contestazioni circa al contenuto e ai limiti del legato di Livio dell’Anna.

La Fondazione Giacomo Puccini intimava a Casa Ricordi l’immediato pagamento. Casa Ricordi rispondeva che la sospensione riguardava le sole opere Il Tabarro, La Fanciulla del West e Turandot e che il pagamento di Gianni Schicchi e di Suor Angelica procedeva regolarmente. Nel marzo del 2016, la Fondazione Giacomo Puccini muoveva causa contro Casa Ricordi nel precipuo intento di difendere: 1) i propri diritti già acclarati da sentenze e accordi transattivi con l’Agenzia del Demanio e con Simonetta Puccini, cui Casa Ricordi aveva dato pieno riscontro fino a tutto il 2014 e 2) la propria mission di tutela e valorizzazione del patrimonio di Giacomo Puccini affidatole dal legato testamentario di Livio Dell’Anna e dalla precedente volontà di Rita Dell’Anna.

I proventi delle opere di Giacomo Puccini, sino alla sospensione dei pagamenti, erano così suddivisi: due terzi del 50% alla Fondazione Giacomo Puccini; un terzo di questo 50% a Simonetta Puccini (ed oggi, dopo il suo testamento, alla Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini) e l’altro 50% a Casa Ricordi. La tesi espressa da Casa Ricordi è che alla Fondazione spetterebbero esclusivamente le quote di proventi maturate sino al cinquantaseiesimo anno dalla morte dell’ultimo dei coautori di ciascuna opera, mentre la stessa Casa Ricordi ritiene di appropriarsi per intero dei proventi dal cinquantaseiesimo sino al settantesimo anno dalla morte dell’ultimo dei coautori (quando ogni opera cadrà in pubblico dominio, in applicazione delle regole in tema di durata dei diritti patrimoniali d’autore introdotte nel 1996, di recepimento di una direttiva europea del 1993). La Fondazione sostiene, viceversa, che la quota di proventi oggetto di legato in suo favore, contenuto nel testamento Livio Dell’Anna, dovrà esserle versata sino alla caduta in pubblico dominio di ciascuna opera.

La Fondazione Giacomo Puccini ha sostenuto il proprio diritto, già sancito dal Tribunale di Firenze, nel 2008 durante il pieno contraddittorio della dott. Puccini e dell’Agenzia del Demanio, di godere pienamente della quota dei proventi dai diritti d’autore lasciategli per volontà di Livio Dell’Anna fino all’esaurimento settantennale della loro durata e che alcuna limitazione sia temporale, che in merito alla linea di successione poteva essere giustificata dalle fonti europee  e dalla loro ricezione nel diritto italiano. La Fondazione Giacomo Puccini ha resistito, altresì, alla pretesa di Casa Ricordi di ottenere la restituzione della somma di circa 1.100.00 euro quale valore delle quote dei proventi delle tre opere in periodo di prolungamento fino al 31 dicembre 2014.

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