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Diritto alla residenza, Rete Antisfratto ricevuta in Prefettura Breaking news, Cronaca

Firenze – Una delegazione della Rete Antisfratto è stata ricevuta stamattina in Prefettura, nel corso del presidio per il diritto alla residenza. Un diritto che, sostengono dalla Rete, è negato dal Comune di Firenze a centinaia di persone, molte delle quali nate in città, dal momento che verrebbero messe in atto  delle procedure che rischiano di essere in contrasto con la normativa nazionale e in particolare con alcune circolari che dal ministero dell’Interno, all’Istat (che per legge è tenuta a diffondere documenti chiarificatori delle procedure anagrafiche) al ministero del lavoro (sul punto, vedi https://www.stamptoscana.it/residenze-la-nota-del-ministero-del-lavoro-riapre-la-partita/, ) sono state diffuse per la corretta applicazione della normativa.

Il problema sollevato dalla Rete Antisfratto Fiorentina non è banale, in quanto la cancellazione della residenza o la sua non concessione nega alcuni dei diritti propri della persona, come tali irriducibili, dal diritto alla salute (chi non ha residenza non può accedere al sistema sanitario nazionale) all’accesso al welfare, ai bandi Erp, alla scuola per i figli, ecc. Un problema che riguarda in massima parte le fasce deboli, i senza fissa dimora, il ceto medio basso della società, senza risparmiare peraltro chi magari sopravvive anche senza questi diritti. A prescindere dal fatto che il diritto alla residenza è stato configurato in varie sentenze e circolari come un diritto soggettivo, come tale incomprimibile, dalla Rete viene sottolineato che senza residenza viene cancellato anche uno dei diritti identificanti il cittadino, quello al voto. In altre parole, la perdita, la non concessione, la cancellazione della residenza significa diventare del tutto invisibili. 

La delegazione della Rete Antisfratto , composta da Marzia Mecocci  (Movimento di Lotta per la Casa) e da Giuseppe Cazzato (Cobas) ha incontrato il capogabnetto prefettizio, sottoponendole le criticità nell’operato del Comune di Firenze, in particolare rilevando i punti che giuridicamente presentano profili di contrasto rispetto alla normativa nazionale. “Ciò che stiamo denunciando da anni – dicono dalla Rete – è che le procedure che il Comune di Firenze adotta non sono conformi alla normativa nazionale. La vicenda ha avuto passaggi anche in consiglio comunale, tramite alcuni consiglieri sensibili al problema. Nella scorsa consiliatura era stata approvata una mozione che impegnava il sindaco e la giunta a rivedere e ad armonizzare il regolamento comunale alla normativa statale. Non è stato fatto. La recente risposta della vicesindaca Giachi sul punto è stata che, dal momento che si trattava di un atto della precedente giunta, questa giunta non è tenuta a rispettarlo. Sono posizioni incredibili, dal momento che si tratta della vita di centinaia di persone. A queste persone si è dichiarata la morte civile. La morte civile è un istituto che fu abolito già nel ‘700, e consisteva nel cancellare una persona dal consesso civile. Abbiamo scelto la giornata di oggi per il presidio, in quanto, fra i vari diritti che vengono cancellati, c’è anche quello al voto. Molti di questi cittadini sono nati a Firenze e non potranno scegliere il loro governatore. Siamo qui perché il prefetto è il titolare per legge del compito di sovrintendere alle procedure anagrafiche, ci sono già state in passato circolari ministeriali che invitavano i prefetti a vigilare sulla corretta applicazione della legge nelle procedure anagrafiche, oggi siamo qui a chiedere al prefetto di Firenze di intervenire”.

Dalla Prefettura la risposta che giunge alla Rete è quella di inviare documentazione sulla questione insieme a schede di casi precisi. Il tutto verrà sottoposto al vaglio degli uffici prefettizi e di conseguenza verrà valutata l’appropriatezza di un eventuale intervento.

 

 

 

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