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Disabilità a scuola, diritto negato Società

Una delegazione dei genitori dei bambini disabili del coordinamento della Piana di Lucca e della Garfagnana, insieme all’assessore provinciale Mario Regoli, al difensore civico della Provincia di Lucca Gabriella Moruzzi e alla deputata Pd Raffaella Mariani promotrice dell’incontro, si sono confrontati questa mattina 4 ottobre con il direttore generale dell’ufficio scolastico regionale della Toscana, Angela Palamone.
All’attenzione del direttore generale sono state poste le emergenze che colpiscono gli istituti scolastici dell’area Lucca-Garfagnana: classi sovraffollate, organici incompleti, personale ausiliario insufficiente, difficoltà nell’attivazione del tempo pieno.
“I tagli alla scuola targati Gelmini-Tremonti hanno reso purtroppo omogenea la fotografia della scuola pubblica nell’intero Paese – commenta la deputata – su tutto è per me una priorità la difficilissima situazione dei bambini e dei ragazzi disabili, in seguito al taglio delle ore di sostegno”.
Nella provincia lucchese, come in molte altre parti della Toscana e dell’Italia, il frutto di questa politica scolastica è la negazione del diritto all’istruzione per molti ragazzi: decine di cattedre, infatti, sono rimaste scoperte con l’effetto di una riduzione e frammentazione delle ore.
Inoltre, trenta bambini sono rimasti fuori “tempo massimo” per rientrare nella “conta” per l’attribuzione di cattedre per il sostegno, dal momento che sono stati certificati all’inizio dell’anno dalle famiglie. Un fatto dovuto alle regole burocratiche che regolamentano la materia: infatti, i protocolli di attivazione delle cattedre si fanno in tempi precisi, da giugno ad agosto.
Attorno al problema che riguarda non solo i trenta bambini e e le loro famiglie ma anche le necessità generali di questa particolare utenza, si è registrata la mobilitazione, attorno ai genitori e agli studenti, di molti enti locali, delle associazioni dei disabili, della Provincia di Lucca e della stessa Regione, pronti a sostenerli con atti ufficiali.
Il direttore generale Palamone ha assicurato  il suo impegno e ha garantito la disponibilità ad un ulteriore incontro da svolgersi alla presenza di tutti i soggetti interessati, entro la prima decade di novembre. Verrà richiesta anche la partecipazione della Regione.
L’obiettivo è trovare soluzioni e forme di aiuto, pur nell’attuale situazione di risorse inesistenti; una possibilità potrebbe essere quella di cercare di attivare fondi residui attraverso la presentazione di progetti.
“E’ fondamentale, prima ancora di ricorrere contro provvedimenti ritenuti sbagliati da molti tribunali amministrativi regionali, cercare di spiegare a chi sovrintende alla funzione di distribuzione degli organici quale sia la reale situazione di molte famiglie – conclude Mariani –
è necessario che l’intera società comprenda e sia consapevole del fatto che la mancanza dell’attività di sostegno o la sua riduzione compromettono futuro e speranze di ragazzi e genitori.
Una lettura burocratica di questa situazione sarebbe colpevole ed irresponsabile”.

 

 

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