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Disabilità, Laura Coccia: “Dopo di noi, rivoluzione nel welfare” Politica

Pistoia – È stato approvato da poco alla Camera, in prima lettura, la legge sul “Dopo di noi”, il provvedimento che stabilisce come utilizzare il fondo di 90 milioni previsto dall’ultima legge di stabilità per interventi in favore delle persone con disabilità gravi rimaste orfane e indigenti.

Sono stati 374 i voti a favore, 75 i contrari, ed 11 gli astenuti. Il tema della disabilità ha necessità di molta attenzione, racchiude in un termine la condizione per la quale alcune persone, per vari tipi di menomazioni, dispongono di una ridotta capacità d’interazione con l’ambiente sociale, diversamente abili, quindi, rispetto a ciò che viene di norma consentito. Questo ovviamente diventa uno svantaggio per molti ambiti, dall’ambiente lavorativo all’interazione con tutta la comunità.

Anche i cosiddetti Cargiven hanno tutt’oggi carenza di riconoscimento, eppure ogni giorno, ogni istante si dedicano al lavoro di cura per i loro cari, e sono logorati da un notevole carico assistenziale proprio a causa della carenza di servizi. Da anni cercano di sollecitare quelle  norme necessarie a tutela del loro impegno, dato molto per scontato, ma pesante, come il diritto al riposo, la possibilità di avere un aiuto se si ammalano o il prepensionamento per chi lavora. L’Italia ancora non ha risposto all’appello e così si sono rivolti alle Nazioni Unite per la violazione della “Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, in vigore dal 2009, da quando il nostro Paese l’ha ratificata. Questi e molti altri gli imput legati a questo ambito molto ampio e che riguarda, purtroppo, molte persone.

StampToscana ha incontrato a Roma l’on. Laura Coccia, sempre in prima linea per i diritti e per le garanzie di tutela nel campo disabilità, pari opportunità e welfare. Le ho rivolto alcune domande così da comprendere l’urgenza e l’importanza di questo importante provvedimento. Più che altro, ciò che ci interessa capire è la necessità di questo intervento.

” I genitori delle persone con disabilità grave, soprattutto se intellettivo-relazionale, si pongono fin da subito il problema di chi si occuperà del figlio all’indomani della loro morte poiché sono individui che hanno bisogno di assistenza. La legge risponde proprio a questo interrogativo e crea un sistema certo di assistenza per le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.” Così risponde Coccia ”  La novità più rilevante è sicuramente il coinvolgimento diretto dello Stato che ha stanziato ben 90 milioni d che saranno redistribuiti alle regioni. In questo modo si rende il più possibile omogenea l’assistenza, estendendo a tutto il territorio nazionale ciò che alcuni enti locali avevano già iniziato da tempo.”

Sappiamo che il gruppo dei contrari è stato quello di riferimento ai deputati del M5S, mentre si sono astenuti i deputati del gruppo misto di Alternativa Libera-Possibile che riunisce alcuni ex M5s e Pippo Civati. Perché questo atteggiamento? Cosa non andava secondo loro, a suo avviso ?

“Francamente è una scelta che non condivido e non comprendo. Per quanto riguarda il M5S, i deputati hanno affermato di aver cambiato posizione sulla legge dopo l’introduzione del Trust e delle detrazioni per le assicurazioni rischio-morte in favore dei figli con disabilità, ma questo non spiega il perché dell’astensione sugli altri 8 articoli che compongono il testo di legge e che sono stati modificati anche attraverso alcuni emendamenti presentati proprio dal M5S. Il Movimento, inoltre, non aveva presentato una propria proposta autonoma e, quindi, non mi è stato possibile comprendere la posizione complessiva sulla materia, quale fosse la loro alternativa.” Dice Laura Coccia e continua :”  Per quanto riguarda Possibile e Alternativa Libera non capisco, visto che l’impianto è assolutamente a favore del sociale, temi a loro cari.”

Questi sono stati anni di attesa da parte di molte famiglie e delle Associazioni italiane che si occupano di disabilità, per poter avere questa legge che fornisce un domani migliore a chi è disabile, cosa significa ” Dopo di noi”?

” Significa: dopo la morte dei genitori. Molti, lacerati dal quesito di cui parlavo all’inizio hanno scelto di uccidere il figlio e suicidarsi, poiché non vedevano prospettive e, non avendo più la forza fisica di riuscire a prendersi cura del figlio si sono sentiti soli e hanno pensato di non poter lasciare il figlio senza protezione. Ecco, il dopo di noi offre una risposta concreta.”

 “La legge” dice il presidente del Consiglio, “interessa direttamente migliaia di famiglie e riguarda il livello di civiltà di un paese intero. Per anni il welfare a favore degli ultimi è stato un bancomat; anche in questo settore le cose sono cambiate. Le risorse per il dopo di noi infatti sono un’importante parte della nostra politica sul welfare, che ci ha fatto incrementare le risorse nella legge di stabilità per la lotta alla Sla, l’autismo, la lotta alla povertà e all’esclusione sociale”.

Lei è d’accordo On. Coccia ? Si può fare di più e meglio?

Sono passi avanti importantissimi che hanno segnato una decisa inversione di tendenza rispetto al passato.- dice Coccia – Il welfare non è più considerato come un compito a casa da eseguire contro voglia e con il minimo dello sforzo possibile, ma il motore di un cambiamento culturale complessivo che sta coinvolgendo tutto il Paese. Questo non vuol dire che il percorso sia concluso, anzi! Siamo ancora all’inizio ma, come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera. 

Però mi risulta essere la prima volta che un Governo si occupa del” Dopo di noi” , una problematica spesso non conosciuta se non da chi la vive e sente sulla propria pelle e nella propria famiglia. Cosa puoi dirmi in tal senso ?

” Questa legge segna la nascita di una nuova consapevolezza nei confronti della disabilità, dando sempre più concretezza all’articolo 3 della Costituzione “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”

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