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Disaccordo sui conti, Fantoni si dimette da assessore Politica

Terremoto in Palazzo Vecchio. L'assessore al bilancio, patrimonio e casa del Comune di Firenze, Claudio Fantoni, passa la mano e abbandona, non senza polemica, la giunta guidata da Matteo Renzi.  ''Ho sempre pensato che chi è chiamato a governare Firenze sia a servizio della città e non che la città, Firenze, sia a servizio e uno strumento utile al  perseguimento di ambizioni personali'' scrive l'ormai ex assessore Fantoni nella sua lettera di dimissioni affidata alla stampa. Parole dure quelle di Fantoni che non si trincera dietro le "ragioni personali". Anzi non c'è niente di personale dietro alla scelta.

"Le mie dimissioni – scrive Fantoni – sono dovute esclusivamente a motivi di carattere politico e amministrativo e intervengono in assenza di qualsiasi paracadute ovvero trasferimento ad altro incarico "compensativo" Ho continuato a svolgere ostinatamente il lavoro affidatomi sin dalle ultime ore, ma ad oggi con particolare riferimento ad insanabili divergenze in ordine alle procedure e alle azioni da mettere in atto realtive alla gestione economica/finanziaria dell'ente, quindi alla sicurezza dei conti, non posso che considerare venute meno le condizioni perchè io possa proseguire coerentemente nell'esercizio delle deleghe affidatemi".Fantoni, annuncia dunque il suo ritorno al precedente lavoro nel Maggio Musicale Fiorentino. "Un lavoro – tiene a sottolineare – che ho ottenuto vincendo un pubblico concorso nel 1996 e lo faccio nella piena coscienza, considerata la situazione di crisi in cui versa il teatro, che questo mio lavoro è a rischio insieme al salario che da questo ricavo e che costituisce l'unica fonte di sostentamento di cui dispongo per me e la mia famiglia. Nei prossimi mesi infatti sarò con ogni probabilità un lavoratore sottoposto a cassintegrazione. Ho sempre pensato che chi svolge un ruolo politico e amministrativo lo debba fare in una logica di servizio alla cosa pubblica quindi in favore della collettività. ho sempre pensato che chi è chiamato a governare Firenze sia al servizio della città e non che la città, Firenze, sia a servizio e uno strumento utile al perseguimento di ambizioni personali".

Un j'accuse senza mezze misure, dunque, e che in serata ha gettato lo scompiglio nella politica fiorentina. E il sindaco? Renzi non si scompone e annuncia che farà il nome del nuovo assesore già nel consiglio comunale di domani. ''Le dimissioni di Claudio Fantoni meritano il rispetto e la stima di chi in questi anni ne ha apprezzato l'impegno e la dedizione. Ho espresso a Claudio – afferma Renzi – il disaccordo di metodo e di merito sulle sue valutazioni, ma questo non mi impedisce di fargli un grande in bocca al lupo per il suo futuro. I conti del comune di Firenze sono in ordine e nessuno allarmismo è giustificato dalle cifre''. Ma la divergenza con Fantoni non può certo essere sottaciuta. Una divergenza, conferma lo stesso Renzi, sulle conseguenze di una possibile violazione del patto di stabilià. 

"Ho detto e ripeto che sono disponibile a pagare anche in termini personali, con la riduzione della mia indennità, pur di assicurare alle aziende il giusto riconoscimento per ciò che hanno fatto – afferma il sindaco –  E certo non interrompiamo i lavori in corso in omaggio ad un principio ragionieristico e contabile che cozza con la realtà e la congiuntura del paese. Ma i cittadini di Firenze hanno la fortuna di vivere in una città dove il bilancio è sano e le tasse si abbassano e non si alzano come è avvenuto sulla addizionale Irpef per mia scelta che rivendico''.

Quanto alle "ambizioni personali", Renzi replica secco: "Se abbiamo chiuso partite storiche ferme da anni, dall' Iti al contributo di soggiorno all'accordo con il Mibac per finire con la Firenze card, questo è dovuto prima di tutto al nostro impegno in sede nazionale. Le conseguenze in termini di risparmio ed in termini di bilancio sono evidenti''. 

 

 


 

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