energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Discarica di Bulera, promessa chiusura, si profila un’elevazione di 12 metri Ambiente, Breaking news

Pomarance – Alla faccia del quadro paesaggistico. Potrebbe cominciare così, la storia della discarica del Bulera, una storia infinita che vede una discarica, di proprietà della Società Chimica Larderello, sita nel Comune di Pomarance a poca distanza da San Dalmazio, sempre in procinto di cessare la sua attività eppur sempre “viva”. Con sorpresa finale: il 7 ottobre del 2016 la società presenta un nuovo progetto  intitolato “Riprofilatura  della discarica Bulera e sua integrazione nel quadro paesaggistico”, progetto che prevede l’apporto di più di un milione di rifiuti  potenzialmente tossici da tutta Italia, oltre all’elevazione della stessa di 12 metri. Insomma, proprio ciò che ci vuole per “riprofilare” la discarica integrandola nel quadro paesaggistico, appunto.

Contro il progetto si è levata immediatamente la protesta dei residenti della zona, a cominciare da Saline di Volterra, San Dalmazio, Pomarance, Volterra stessa. Anche le istituzioni sono state chiamate a svolgere la loro pressione. Ma la “rivolta” parte dal basso, da cittadini che da trent’anni sentono ripetere che la discarica sta per chiudere, questione di un anno, due, forse di mesi. e che invece tutte le volte vedono rimandare, prorogare, ed ora “ampliare” vita e capacità della discarica stessa.

Un po’ di storia.  La discarica Bulera (le informazioni le forniscono i cittadini che si sono raggruppati per evitare l’ennesimo “tiro mancino”, tant’è vero che son state raccolte oltre mille firme per fermare il progetto, contro cui sono state inviate anche osservazioni alla Regione Toscana) è nata nel 1982 , per raccogliere fanghi e materiali provenienti dalle attività industriali della zona.  La prima “dilazione” di attività, al posto della chiusura, avviene nel 1999, anno in cui  la Provincia ne autorizza la prosecuzione, fino ad esaurimento.  S’arriva così al marzo 2004.  Il primo marzo, la Provincia interviene di nuovo, e di nuovo l’attività della discarica viene autorizzata a proseguire “fino ad esaurimento”.  Il 28 maggio 2010 viene approvato un altro progetto, anch’esso   indirizzato alla colmatazione della discarica, fino ad esaurimento.   Tra il 2012 e il 2015 viene rilasciata autorizzazione allo smaltimento a Bulera di terre contenenti amianto. E così, eccoci al nuovo progetto, del 7 ottobre 2016, con cui la S.C.L. di Larderello si presenta alla Regione Toscana, progetto che in sostanza, come si legge nella nota diffusa dal gruppo di residenti che si è preso a cuore la questione, come spiega la portavoce Rita Guidugli,  ” continuando a “riprofilare” per arrivare alla famosa colmatazione, si propone di apportarvi più di 1.000.000 di tonnellate di materiali pericolosi che, a fronte dei 2.700.000 (presunti) smaltiti finora, quasi raddoppierebbero la discarica,  elevandola di 12 metri, in altezza”.

Eppure non  passato molto da quando il sindaco di Pomarance, Loris Mantignoni, nel corso di un’intervista dell’8 febbraio 2015, ne prevedeva due o tre anni di vita (a partire da allora).

Tuttavia, il progetto presentato  dalla S.C:L. Larderello,  mette in campo  “uno sfruttamento ulteriore e quantitativamente molto importante” come spiega Guidugli.

Tutto questo, ricorda ancora la portavoce, “in netto contrasto con il Regolamento Urbanistico del Comune di Pomarance, approvato con delibera consiliare N°67 del 7/11/2011, che con “Scheda norma per il recupero di aree soggette a degrado urbanistico e/o ambientale”, prevedeva che “debba essere garantito il completo ripristino dell’area”.

Non solo. L’intera area della Val di Cecina su cui insiste anche Bulera, non solo è una zona straordinaria per memorie storiche, valore paesaggistico, biodiversità, tanto da essere naturalmente vocata a un turismo slow e sostenibile, che a partire da Casole Val d’Elsa, per giungere a Radicondoli e a tutta la Val di Cecina ha visto lo sviluppo economico reale strettamente connesso con la salvaguardia dei valori ambientali e paesaggistici del territorio, ma è anche stata fatta oggetto di un sorta di “attacco” che va proprio in senso contrario, come dichiarano i combattivi comitati del territorio. Dal geotermico alla discarica, gli impatti devastanti sul territorio, mettono nel nulla gli sforzi di imprenditori agricoli, contadini, allevatori, agriturismi di implementare una crescita economica basata su un’offerta il più possibile “green”, finalizzata al turismo sostenibile d i “viaggio lento”.  “La vocazione del territorio, più volte ribadita dai nostri amministratori – conclude Guidugli – è quella di rilanciare un turismo rurale nella Val di Cecina, che mal si concilia con l’impatto devastante della discarica. Tutti i terreni intorno sono stati inseriti, dal Piano Strutturale, come funzionali al turismo”.

Tirando le fila: contro il nuovo progetto di “potenziamento” della discarica del Bulera hanno firmato 1.200 cittadini, fra san Dalmazio, Saline, la raccolta messa in atto dalla Misericordia di Pomarance, da Volterra e da Medicina Democratica. “La comunità della Val di Cecina chiede, con forza, la chiusura della discarica e la sua bonifica. Il territorio ha già dato”.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »