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Discarica Grillaia: il Consiglio regionale chiede chiusura Ambiente, Notizie dalla toscana

Firenze – Deve essere riesaminata la posizione assunta dalla Regione che con delibera ha espresso una “pronuncia positiva di compatibilità ambientale” relativamente alla messa in sicurezza definitiva e al ripristino ambientale con il recupero volumetrico della discarica La Grillaia, nel Comune di Chianni.

La pronuncia prevede di portarla ad esaurimento con il conferimento di 270mila metri cubi di eternit prima della definitiva chiusura con ripresa delle attività di conferimento di cemento amianto per i prossimi 5 anni.

È quanto chiede il Consiglio regionale, che ha approvato a maggioranza (non hanno partecipato al voto Lega e Forza Italia) la mozione con primo firmatario Antonio Mazzeo (Pd) sottoscritta anche da consiglieri di opposizione. Sul tema erano iscritte all’ordine del giorno dei lavori anche altri tre atti di indirizzo (Fratelli d’Italia, Sì-Toscana a sinistra e Movimento 5 stelle) poi confluiti nel testo proposto dalla maggioranza in cui figurano le firme anche di Andrea Pieroni e Alessandra Nardini del Pd, Stefano Scaramelli (capogruppo Italia Viva) e di Serena Spinelli (gruppo misto).

Come illustrato da Mazzeo, il testo unitario “dimostra che non è il tempo della polemica politica. Insieme chiediamo la revoca della delibera di Giunta, esercitando la nostra funzione di indirizzo e di ricerca di risposte per i cittadini”. Il consigliere ricorda quanto il territorio abbia investito molto su turismo e viticoltura. “La nostra posizione deve essere chiara: chiusura della discarica e gestione comune per una soluzione definitiva. Nei prossimi due mesi la Giunta dovrà dare una risposta definitiva”, aggiunge Mazzeo.

L’impegno a fermare l’iter è condiviso dalla consigliera del Movimento 5 stelle Irene Galletti che parla di una “necessaria gestione dei rifiuti. Nella mozione si cita il Piano dell’amianto, ma si dovrebbe ricordare che manca anche quello sui rifiuti”. Se per Galletti La Grillaia deve “essere un simbolo”, serve anche “fare un passo indietro e prendere le distanze da condotte che cercano di imporre impianti, oggi una discarica domani un inceneritore”.  “Prendiamoci tutti, prima della fine della legislatura, un impegno forte”, conclude.

La necessità di dare una risposta unitaria convince Tommaso Fattori (capogruppo Sì-Toscana a sinistra) che si dice però “abbastanza sconcertato per quanto accaduto in questi mesi. Da un parte la Giunta annuncia la svolta verso l’economia circolare che significa lasciarsi alle spalle discariche e inceneritori, dall’altra procede su siti come cava Fornace e La Grillaia, una discarica che andrebbe bonificata a conferimento rifiuti zero”. Fattori, puntando sulla necessità di “promuovere l’inertizzazione dell’amianto”, cita altre scelte della Giunta come il gassificatore a Livorno, un impianto a suo dire che “nulla ha a che vedere con l’economia circolare” e riprende poi dichiarazioni del presidente del Consiglio regionale “con il richiamo ai carri armati per costruire impianti”. Eugenio Giani precisa il voto convinto alla mozione: “Ho visitato il sito nel 2017 e ho chiara la percezione che la discarica sia assolutamente inopportuna”. E sulle sue affermazioni richiamate da Fattori replica: “Accetto che alcuni siti deformino le mie parole e riportino il contrario del mio pensiero. Non mi aspettavo capitasse in Consiglio”.

La capogruppo Elisa Montemagni annuncia la decisione dell Lega di non partecipare al voto non perché contraria alla filosofia di fondo, ma perché reputa la mozione un “copia e incolla di quanto accaduto per Cava Fornace”. Aggiunge poi il rischio di un risarcimento da oltre 30milioni, in considerazione del fatto che è già stato stilato un piano di investimento. “Non posso votare un atto simile. Sarebbe stato più coraggioso – aggiunge poi rivolgendosi ai consiglieri di maggioranza – presentare una mozione di sfiducia alla Giunta visto che la decisione assunta è politica”.

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