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“Discovering Pasolini”: dal film alla vita, dalla storia all’attualità Spettacoli

Attraverso l’evocazione del film su San Paolo progettato e mai realizzato da Pier Paolo Pasolini, la Compagnia La Mama Experimental Theatre, con la regia di Andrea Paciotto, trova l’escamotage per rendere omaggio al poeta/intellettuale/regista romano con lo spettacolo “Discovering Pasolini, appunti per un film mai nato”, presentato in anteprima mondiale al Teatro della Pegola di Firenze nell’ambito del programma realizzato da Maurizio Scaparro “Il Teatro Italiano nel Mondo”. Un lavoro che parte dalla constatazione di due parallelismi: la vicinanza tra l’attività di Pier Paolo Pasolini e quella del gruppo La Mama (la cui identità sta nella fondatrice Ellen Stewart, scomparsa il gennaio scorso), i cui percorsi sembrano tessere delle fila comuni riflettendo sul presente attraverso la riscrittura di temi classici; dall’altro lato le affinità tra la vita di Pasolini e quella di San Paolo.

Lo spettacolo si divide in tre quadri, ben definiti da una diversificazione degli spazi e della costruzione scenica: si tratta di tre tappe della vita del santo (illuminazione, santità e martirio), le quali, seppur in un senso diverso, caratterizzano anche l’esistenza di Pasolini. Entrambi i personaggi, infatti, vivono un rapporto tormentato e conflittuale con la sacralità, entrambi si contrappongono ad un potere omologante e repressivo, ciò che li distingue, ma neanche poi tanto, è l’epoca in cui vivono. L’operazione diventa ancora più complessa perché Pasolini, nel suo progetto cinematografico, aveva attualizzato la storia di San Paolo sostituendo l’antica Gerusalemme con la Parigi degli anni ’38 – ’44 soggiogata dall’occupazione nazista, i farisei con i conservatori reazionari francesi e gli apostoli con un gruppo di partigiani: un ennesimo triste riscontro di quanto nel corso dei secoli i meccanismi siano rimasti gli stessi, modificando solo la forma.

In scena Saulo (San Paolo di Tarso interpretato da Gable Roelofsen) e Pasolini (Francesco Bolo Rossini), ognuno con le proprie riflessioni esistenziali e con le proprie sofferenze, che propongono le loro prediche/interviste fino al comune violento epilogo finale: entrambi “fatti ammazzare” perché troppo “scomodi”. A loro si affiancano gli altri interpreti: Paulina Almeida, Carl Beleites e Raffaele Ottolenghi. La messinscena mette insieme lingue diverse e si serve di supporti video e audio (realizzati da Roberto Ippolito) in una visione comunicativa totalizzante e “missionaria”: le scene tratte dalla sceneggiatura pasoliniana girate seguendo la sua idea si intervallano a frammenti di interviste televisive di Pasolini, le sue parole sono messaggi ormai noti e rimasti impressi come un mantra; ai momenti recitati si aggiungono quadri coreografici simbolici che richiamano figure mitologiche e poetiche, in linea con lo stile dell’autore a cui La Mama dedica la pièce. Guida in questo processo di scoperta dei due personaggi un Luca (David Power) che si definisce «autore degli Atti degli Apostoli e personaggio della mia storia falsificata», trasformato in un conduttore televisivo sorridente, mistificatore e ipocrita. Uno spettacolo con bravi interpreti e dalle suggestioni sofisticate, forse in alcuni punti “riservate agli intellettuali”.

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