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Disoccupazione giovanile, a maggio 36,2% STAMP - Lavoro Nuovo

Dai dati ancora provvisori dell'Istat emerge un record storico di cui il Paese non aveva certo bisogno: il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), ovvero l'incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca di lavoro, a maggio è al 36,2%. Cosa significa? Intanto, che uno su tre dei giovani "attivi", a maggio, era in cerca di lavoro. Una situazione che ben rispecchia l'affanno in cui si dibatte il Paese. L'aumento percentuale rispetto ad aprile è dello 0,9%, con i disoccupati, considerando questa fascia d'età, che rappresentano il 10,5%.

In generale, il tasso di disoccupazione tra la popolazione complessiva a maggio è al 10,1%, con un lieve calo dello 0,1 punti percentuali rispetto ad aprile, quando si toccò il picco dall'inizio della serie storica mensile (gennaio 2004); su base annua, si sale di 1,9 punti percentuali. La diminuzione, sia pur lieve, sia pure "irrisoria" per i tecnici dell'Istat, che parlano di sostanziale "stabilità" della disoccupazione, c'è.

Anche se l'inarrestabile ascesa della disoccupazione giovanile fa squillare l'allarme rosso, dall'Eurozona non arrivano segnali molto più confortanti: a maggio il tasso di disoccupazione nell'area euro è salito all'11,1% dall'11% di aprile, aggiornando i massimi storici. Un aumento che non stupisce, secondo l'opinione dell'economista di Intesa San Paolo Anna Maria Grimaldi, che lo ritiene assolutamente in linea con il rallentamento ciclico dell'area euro. Semmai, sottolinea Grimaldi, è sempre più evidente l'urgenza politica di attuare misure in favore della crescita. Intanto, da sottolineare che l'euforia delle Borse, dopo l'intesa di venerdì, non accenna a diminuire.

La rassegna stampa del 2 luglio dedicata alla tematiche del lavoro è al link:

http://www.lavoronuovo.org/archives/category/rassegna-stampa

 

 

 

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