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Cresce la disoccupazione, di più al Centro e tra i giovani Società

Ad aprile il tasso di disoccupazione si attesta al 10,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a marzo e di 2,2 punti su base annua. Per il secondo trimestre consecutivo emerge una significativa riduzione degli occupati italiani: -155.000 unità, in confronto allo stesso periodo 2011, dovuto esclusivamente alla riduzione della componente maschile. Sebbene con intensità inferiore al recente passato, prosegue l’incremento dell’occupazione straniera (+36.000 uomini e +38.000 donne).
Rispetto al 2011 diminuisce il tasso di occupazione dei 15-34enni italiani. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 35,2%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto a marzo, ma in aumento di 7,9 punti su base annua. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 611 mila.
Gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono dello 0,1% rispetto al mese precedente. In confronto a marzo, il tasso di inattività risulta invariato e si mantiene al 36,6%. Questi i principali dati diffusi oggi da Istat  nel suo rapporto "Occupati e disoccupati ad  aprile  2012 (dati provvisori) e primo trimestre 2012"

Nel primo trimestre 2012 la discesa dell’occupazione interessa l’intero territorio nazionale. Il numero di occupati registra una flessione tendenziale dello 0,4% (-81.000 unità), a sintesi del calo dell’occupazione maschile (-1,2%, pari a -168.000 unità) e del nuovo incremento di quella femminile (+0,9%, pari a 87.000 unità).
Nel Nord (-0,3%, pari a -32.000 unità) e nel Mezzogiorno (-0,2%, pari a -15.000 unità) coinvolge la sola componente maschile. Al Centro il calo è più ampio (-0,7%, pari a -34.000 unità), ed interessa entrambe le componenti di genere: 4.782 milioni gli occupati, di cui 2.739 milioni maschi e 2.044 milioni femmine. Le variazioni percentuali sul trimestre 2011 sono: 0,7% maschi e femminie, -0,8% maschi e -0,6% femmine.

I dati sul mercato del lavoro nel 1° trimestre 2012
Nel primo trimestre 2012 il numero degli occupati diminuisce in termini tendenziali dello 0,4% (-81.000 unità). Il risultato sintetizza il nuovo calo dell’occupazione maschile a fronte della positiva tendenza di quella femminile. Al calo dell’occupazione italiana rispetto a un anno prima (-155.000 unità) si associa la crescita di quella straniera (+74.000 unità). Tuttavia, mentre il tasso di occupazione degli italiani segnala un lieve arretramento (dal 56,2% al 56,1%), quello degli stranieri è in ulteriore significativa riduzione: dal 62,4 del primo trimestre 2011 al 60%.
L’aumento dell’occupazione italiana più adulta (+121.000 unità, nella classe con almeno 55 anni), soprattutto a tempo indeterminato, si contrappone al persistente calo dell'occupazione giovanile (-251.000 unità, nella classe fino a 34 anni), su  base annua. Il tasso di occupazione dei 15-34enni italiani passa dal 43,9% del primo trimestre 2011 all’attuale 42,7%. Gli occupati a tempo pieno accentuano la dinamica riduttiva (-2,1%, pari a -415.000 unità). La caduta tendenziale, settorialmente diffusa, riguarda sia l’occupazione dipendente a carattere permanente sia quella autonoma full-time. Gli occupati a tempo parziale continuano a crescere, e in misura eccezionalmente forte (+9,6%, pari a 334.000 unità), ma si tratta quasi esclusivamente di part-time involontario.
L’industria in senso stretto interrompe il recupero avviatosi nel 2011, registrando un calo tendenziale dello 0,7% (-31.000 unità), concentrato nelle imprese di medie dimensioni. Per il sesto trimestre consecutivo prosegue il calo tendenziale degli occupati nelle costruzioni (-4,5%, pari a -84.000 unità). Il terziario registra una modesta variazione positiva (+0,2%, pari a 28.000 unità), a sintesi della crescita delle posizioni lavorative dipendenti, soprattutto nella componente più adulta e in quella a tempo parziale, e della discesa di quelle autonome.
Il numero dei disoccupati registra un forte aumento su base tendenziale (+30%, pari a 646.000 unità), portandosi a 2.801.000 unità. La crescita, che riguarda sia gli uomini sia le donne, interessa l’insieme del territorio nazionale. La crescita del numero dei disoccupati è dovuta in circa i due terzi dei casi a quanti hanno perso la precedente occupazione (+416.000 unità). In questo gruppo, il 37,7% (157.000 unità) ha non più di 34 anni e  il 62,3% (259.000 unità) ha almeno 35 anni.
Il tasso di disoccupazione è pari al 10,9%, in crescita di 2,3 punti percentuali rispetto a un anno prima; l’indicatore passa dal 7,9% del primo trimestre 2011 al 10% per gli uomini e dal 9,6% all’attuale 12,2% per le donne.Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni sale dal 29,6% del primo trimestre 2011 al 35,9%, con un picco del 51,8% per le giovani donne del Mezzogiorno.
Continua a scendere, in misura più ampia del passato, la popolazione inattiva (-3,7%, pari a -549.000 unità). Il tasso di inattività si porta al 36,4% dal 37,8% di un anno prima.

Foto www.giornalettismo.com
 

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