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Dissesto del territorio, servono nuovi interventi e meno burocrazia Cronaca


 Con ancora negli occhi le immagini drammatiche dell’alluvione di Genova e della Lunigiana, e nella mente i ricordi di quella avvenuta a Firenze nel 1966 si è aperta la seduta del Consiglio Comunale di questo pomeriggio. L’onorevole Valdo Spini e la consigliera comunale Ornella De Zordo hanno esposto l’esigenza di accelerare la messa in atto del piano di sicurezza del territorio. Nei giorni precedenti anche il segretario generale dell’autorità del bacino dell’Arno, Gaia Checcucci, aveva rilevato l’importanza dell’intervento: “ Il territorio del bacino dell’Arno non è immune da rischi di alluvioni di tipologia analoga a quella avvenuta in Lunigiana, per questo servono interventi mirati a evitare il problema”. Tutti sono d’accordo nel ritenere che la situazione del controllo delle acque del fiume sia notevolmente cambiata e migliorata, perché rispetto a quarantacinque anni fa ci sono stati interventi concreti, nello stesso tempo però, concordano sul fatto che molti altri interventi siano da fare e nel minor tempo possibile. “ Io non credo che una cerimonia celebrativa possa risolvere il problema,-esordisce in seduta comunale l’On. Spini- il governo attuale o futuro deve migliorare ciò che è stato fatto dopo il 1966. Fino ad oggi abbiamo lavorato per controllare il rischio esondazioni. Nel 2006 sono stati stanziati 105 milioni di Euro, ma a causa della troppa burocrazia gli enti sono impossibilitati a investirli per la scurezza territoriale. Questo con il passare del tempo potrebbe aggravare la situazione. Per questo motivo sarebbe meglio fare meno celebrazioni e arrivare a fatti concreti”. Sulla stessa linea di pensiero il discorso della Consigliera comunale, Ornella De Zordo: “ Con i recentissimi disastri dovuti a esondazioni e allagamenti in varie regioni italiane è tornata l’attenzione anche dell’opinione pubblica sull’importanza di un corretto equilibrio idrogeologico del territorio. E’ necessario, seriamente, prendere in esame il nostro terreno e adottare valutazioni corrette d’impatto ambientale prima di operare interventi pericolosi”. La situazione odierna, dove il maltempo è il vero protagonista, necessita nel minor tempo possibile della rimozione del blocco burocratico allo stanziamento dei 105 milioni di euro e ciò significa mettere all’ordine del giorno l’obiettivo di arrivare al decreto che renda possibile l’attuazione del piano di sicurezza.

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