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Divieti alcol, bersaglio mancato Opinion leader

Posso anche avere capito male – dovrò rimettermi a studiare l’italiano – ma mi sembra che il provvedimento non tocchi  il punto cruciale della questione, e tira delle martellate dove non servono.
Una delle martellate? Il divieto di somministrare bevande alcoliche negli alberghi tra le 22 e le 6. Esempio: soggiorno in un albergo, magari a 4 o 5 stelle; vado a cena; torno alle 23 e non posso godermi un cognac o un bicchiere di champagne. Ridicolo. Un’altra? Sempre dopo cena, con gli amici diciamo “via andiamo a bere qualche cosa prima di darci la buonanotte”. Nyet. E ancora: che si fa dopo il teatro? – tutti a camomilla? Credo di avere resa l’idea.
Posso soltanto pensare che il prefetto, questore e sindaco siano tutti astemi e che non escono mai la sera. 
Il punto che avevo sollevato su STAMP era di vietare il consumo di alcol per strada – cioè di dire, “No, non puoi passeggiare sorseggiando la tua bevanda alcolica preferita dalla bottiglia, dalla lattina o dal bicchiere.”  E dove siamo arrivati? Al punto che quelli che servono – somministrano per usare il termine burocratico – bevande alcolici a bicchiere vengono altamente penalizzati. Non era assolutamente il mio pensiero.
Non credo che vietare il consumo di alcolici a passeggio limiti le libertà personali garantite dalla Costituzione. In inglese diciamo che la mia libertà di brandire il pugno si ferma dove inizio il tuo naso. Cioè, la liberta di uno non può e non deve interferire con il benessere, incolumità – e ci sono tante altre parole da scegliere – altrui. Non serve una ventata proibizionistica, abbiamo soltanto bisogno di una semplicissima norma che è facile a gestire.
Già sappiamo che c’è meno personale (leggi forze dell’ordine) in giro durante la notte. Ora cosa devono fare quei pochi? Entrare nei locali per fare retate di chi beve? Come vediamo nei “gangster film” che ritraggono gli anni Venti negli Stati Uniti? Bottiglie di gazzosa sui tavolini, ed accanto delle piante dove versare il gin dai bicchieri? Ridicolo.  Vietando il consumo per strada sarebbe molto facile notare i trasgressori – perché sono lì, per le vie del centro e anche fuori. Niente dispiegamenti straordinari delle forze dell’ordine che saranno necessari per attuare la regola come impostata ora.
Poi, un’altra cosa che non capisco: perché fino al 30 marzo? Se la scadenza è intesa per segnare un periodo di “rodaggio”, da seguire con una verifica dell’efficacia potrebbe avere senso. Ma altrimenti, dov’è la logica? Le intenzioni, comunque, sono buone anche se il vero bersaglio non è stato colpito. E sappiamo che la via che porta verso l’inferno è lastricata di buone intenzione – almeno qui hanno cercato di togliere i vetri rotti che lastricano le nostra strade. E si vede che io dovrò rimettere a studiare l’italiano –  e forse imparerò ad esprimermi un po’ meglio.


 

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