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Divorzi in ascesa, il matrimonio finisce quando non si progetta più Breaking news, Cronaca, Opinion leader

Firenze – Separazioni e divorzi, esplodono i numeri: a partire dal 2015, si registrano dati in crescita che per i divorzi arrivano a più 57,5% rispetto al 2014 (sul 2015), trend confermato nel 2016 (anno in cui i divorzi sono stati 99mila) mentre il 2017 ha visto un rallentamento del trend, con 92mila divorzi. Un altro dato interessante è il “crollo” del matrimonio rispetto alle “libere unioni”, o unioni civili, che sono quadruplicate negli ultimi vent’anni, arrivando a circa un milione e 325mila. Da non trascurare infine la trasformazione delle strutture famigliari, che divengono sempre più allargate, vale a dire composte da coniugi già divorziati con figli nati da precedenti matrimoni, zii e nonni spesso acquisiti, ecc.

Sulla questione, abbiamo sentito l’avvocato fiorentino Lorenzo Cirri, che si occupa da decenni in particolare delle vicende legate al divorzio e alle separazioni. In realtà, dice Cirri, “ci si trova di fronte, al di là delle indubbie mutazioni-semplificazioni delle norme che regolano la materia, a un cambiamento sociale e in un certo senso antropologico della società occidentale e italiana in particolare”. Per esemplificare, Cirri ricorda una grande componente, che nell’amore (o meglio, nel matrimonio) vede tradizionalmente l’avvio di un progetto. Ebbene, quando questo progetto viene meno, o meglio viene meno la capacità di progettare insieme un futuro, solitamente viene meno il matrimonio stesso. Una visione disincantata, forse, ma che senz’altro trova un addentellato molto pratico nel rilevare concretamente quando un matrimonio entra in crisi e se la crisi è recuperabile.

Dunque, entriamo nel dettaglio. “Intanto, è molto più facile che siano le donne a giungere alla decisione di interrompere un legame, che sia matrimoniale nel senso tradizionale o un’unione civile – continua Cirri – probabilmente perché l’atteggiamento nei confronti dei sentimenti è diverso”. Insomma diciamoci la verità: supponendo che spesso nell’interruzione di un rapporto di lunga data entri una relazione extraconiugale, è più facile per gli uomini “accomodarsi”, mentre sono le donne ad avere più coraggio nell’affrontare la realtà. “E’ davvero, per quanto riguarda la mia esperienza – dice l’avvocato – una questione di comunicazione nella coppia. Mentre per una donna le cose dette sono dette e non si torna indietro, da parte dell’uomo spesso c’è un affidamento alla moglie che sconfina nel materno, vale a dire, se ieri si è arrabbiata e oggi mi fa trovare la tavola pronta e le camicie stirate, vuol dire che è tutto passato”.

Una riflessione interessante che dà adito a una conseguente: un tradimento dall’amante ci sta, ma dall’amante-madre? Un tratto che la direbbe lunga sulla particolare “immaturità” sentimentale dei maschi italiani.

Altro dato spesso trascurato ma fondamentale, la situazione economica, molto diversa dagli anni ’80-90. “La situazione economica odierna – dice Cirri – vede nel 90% dei casi impossibile mantenere lo stesso tenore di vita per le due parti. Ci sono casi di padri che sono costretti in affitto a 300-400 euro … alla stanza. In altre parole, salta il banco”.

Insomma, si conferma una vecchia regola: divorzia meglio e con meno conseguenze chi ha i soldi per permetterselo, pena l’impoverimento di entrambe le parti in causa. Del resto, non solo aumentano (comunque) separazioni e divorzi, ma ci si sposa meno. Intanto, le separazioni aumentano nelle coppie di fatto, dove non c’è l’obbligo di mantenimento per la moglie, ma è più alto il peso dell’assegno per i figli. Infine, circa la coppia in crisi, l’avvocato non ha dubbi: “Sarebbe bene togliere le cause di separazione agli avvocati e attribuirle ai mediatori famigliari o counselor”. Perché? Per una ragione molto semplice. l’avvocato ha nel suo dna la mission di vincere, salvaguardando a tutti i costi gli interessi del cliente. Una sorta di stortura professionale, che rischia però di mettere a repentaglio uno dei punti fondamentali in un divorzio o separazione: la comunicazione fra i due interessati. “Spesso si tratta di rapporti in crisi da tempo – spiega Cirri – in cui per riuscire a giungere a una situazione tranquilla senza tensioni devastanti, occorre in primo luogo ripristinare il dialogo fra persone che hanno smesso da tempo di comunicare”. E il motivo è semplice: “La famiglia può e deve sopravvivere alla crisi di coppia”, anche per salvaguardare il futuro dei figli.

 

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