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Il dodicesimo presidente della Repubblica è Sergio Mattarella Politica

Eccolo, annunciato, preconizzato, con molte meno schede bianche di quante ci si aspettasse, il che provoca una forte frattura in Forza Italia, con il Pd compatto dietro, Sergio Mattarella diventa il dodicesimo presidente della Repubblica Italiana. Carattere freddo, riservato, uomo dalla schiena diritta e dai modi inappuntabili, è di Valdo Spini, ex-ministro e illustre politico fiorentino, che ebbe occasione di lavorare con lui a varie riprese, il ritratto più calzante: “Mite nel tratto, saldo nei principi”. Lunghissimo applauso, il quorum, 505 voti, arriva qualche minuto prima delle 13.

Firenze – Nato a Palermo il 23 luglio 1941, Sergio Mattarella è figlio di Bernardo Mattarella, potente esponente della Democrazia Cristiana e più volte ministro negli anni ’50 e ’60, fratello di Piersanti Mattarella, il presidente della Regione Sicilia assassinato dalla mafia nel 1980.

Sergio Mattarella reca nella sua vita due segnali forti. Da un lato, non era lui che doveva seguire le orme paterne, dall’altro la sua entrata nel mondo della politica attraverso il canale Dc corrente morotea fu proprio segnata dalla fine tragica del fratello maggiore Piersanti, sulla cui figura il magistrato di Palermo e attuale presidente del Senato Pietro Gasso ha commentato “Stava provando ad attuare un nuovo progetto politico-amministrativo, un’autentica rivoluzione”. Fermata da Cosa Nostra con otto colpi sparati a bruciapelo.

E dunque, comincia la carriera politica del professore di diritto parlamentare, Università di Palermo. Entra in Parlamento nel 1983, nella corrente di Aldo Moro, e appena 4 anni dopo inaugura la prima volta da Ministro: governo De Mita, poi Goria, ministro ai rapporti col Parlamento. Con Andreotti passerà al Ministero della Pubblica Istruzione. Nel 27 luglio 1990, rassegna le dimissioni da ministro insieme ad altri ministri della corrente di sinistra della DC. La protesta è contro la fiducia posta dal governo sul disegno di legge Mammì di riassetto del sistema radiotelevisivo (la famosa legge polaroid).

Un’altra svolta importante fu la cosiddetta Legge Mattarella, conosciuta col nome che le volle dare il politico Giovanni Sartori, “Mattarellum”. La legge seguiva il referendum del 18 aprile 1993, e introduceva in Italia un sistema elettorale misto, con una quota preponderante di maggioritario (75% i seggi assegnati col sistema maggioritario a turno unico).

Anche il grande periodo delle inchieste di Tangentopoli lo videro solo sfiorato. I tempi erano pronti per il cambiamento, e dalle ceneri della Dc nacque, fra gli altri, il Partito Popolare Italiano, nelle cui liste fu eletto alla Camera nel 1994 e poi ancora nel 1996.

Al congresso di luglio 1994, insieme alla componente più di sinistra dei popolari, fu uno degli oppositori alla candidatura diRocco Buttiglione alla segreteria del partito, che tuttavia si affermò. Non condividendo la linea politica portata avanti da Buttiglione, che cercava l’alleanza con il Polo delle Libertà di Silvio Berlusconi, Mattarella si dimise dalla direzione de Il Popolo, che dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana era diventato il giornale di riferimento del PPI, e continuò la battaglia politica interna.

Fu sostenitore sin dalla prima ora di Romano Prodi candidato alla guida del centrosinistra nel periodo dell’Ulivo. A ripescarlo in ruoli di governo fu, dopo la caduta del primo governo Prodi, Massimo D’Alema, che lo volle vicepresidente del Consiglio. Nel secondo governo D’Alema divenne Ministro della Difesa, dove rimase anche con il governo Amato due. Rieletto alla Camera dei Deputati nelle liste della Margherita, venne nominato, su iniziativa del presidente della Camera, componente del Comitato per la Legislazione, ne divenne vicepresidente nel 2002 e ne tenne la presidenza fino al 2003.

Nella tornata elettorale del 2006 diventò deputato per la settima volta nella lista dell’Ulivo. Partecipò alla elaborazione del manifesto fondativo dei valori del Partito Democratico ma alle politiche del 2008 non si candidò. Il 5 ottobre 2011 venne eletto dal Parlamento riunito in seduta comune giudice della Corte Costituzionale.  Oggi, 31 gennaio 2015, diventa il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana.

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