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Don Giovanni di Mozart, alla Pergola la magia delle origini Breaking news, Cultura

Firenze – Era lo strumento prediletto da Mozart. Per i suoi concerti, che si svolgessero a corte, nei palazzi o nei teatri, il genio austriaco amava usare il fortepiano. Uno strumento che tornerà a risuonare al teatro della Pergola di Firenze per un Don Giovanni tutto particolare. Già, perché una delle più famose opere di Mozart andrà in scena il prossimo gennaio (il 10, 12 e 13) eseguita secondo la partitura originale e con strumenti rigorosamente d’epoca. Un evento fortemente voluto da Barnaba Fornasetti, cuore pulsante dell’omonima azienda di design, in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana e Pitti Immagine.

Era il 29 ottobre del 1787 quando a Praga andò in scena per la prima volta il “Don Giovanni”, opera rivoluzionaria e dai suoni arditi, composta dal trentunenne Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte. Da allora le rappresentazioni hanno poi seguito la riscrittura dell’opera “rivista” dallo stesso Mozart per il pubblico di Vienna nel 1788. Adesso, questa nuova produzione proposta da Fornasetti e affidata alla direzione d’orchestra di Simone Toni, ha l’ambizione di riportare alla luce l’impetuoso manoscritto praghese eliminando così le stratificazioni accumulate nei secoli e lasciando riaffiorare tutta la forza creativa originaria. Per questo era necessario anche ritrovare i suoni primordiali. E per questo è stata messa in campo una vera e propria task force di esperti incaricata di recuperare i vecchi strumenti. Così è stato deciso di far riprodurre il fortepiano originale realizzato da Anton Welter nel 1782 a quel grande esperto che è Poul McNulty considerato uno dei maggiori produttori al mondo di copie di strumenti antichi Ogni singolo dettaglio è stato rispettato fedelmente e poi impreziosito dall’arte dei Fornasetti. Del resto non si poteva proporre la versione originaria del Don Giovanni senza offrire allo spettatore la magia dei puri suoni mozartiani che verranno così ascoltati per la prima volta in Italia.

“Una concatenazione magica” l’ha definita Barnaba Fornasetti presentando oggi alla Pergola questo straordinario evento. E di magia hanno parlato tutti gli intervenuti, dal vicesindaco di Firenze Cristina Giachi, al direttore della Fondazione Teatro della Toscana, Marco Giorgetti, dal direttore generale di Pitti Immagine Vincenzo Maria Franco, a Tommaso Sacchi capo segreteria Cultura del Comune di Firenze, dalla direttrice artistica Valeria Manzi al Maestro Simone Toni, anima interpretativa di questo Don Giovanni.

L’organico ricostruito della prima praghese, gli strumenti allora utilizzati, il fortepiano, assurgono dunque ad elementi fondanti di questa interpretazione dell’opera. L’orchestra Silete Venti!, fondata dallo stesso Toni, e composta per questa occasione da trenta elementi, rispecchia l’autentica formazione mozartiana. Persino nella sua disposizione longitudinale con gli archi contrapposti ai fiati. Niente è stato insomma lasciato al caso. E se da un lato viene rispettata la scrittura originale, dall’altro l’utilizzo delle scene, in parte simboliche, viene proposto in modo del tutto nuovo. L’uso sapiente delle luci, delle ombre invitano il pubblico a prestarsi al gioco dell’immaginario.

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Un’opera, questo Don Giovanni, inserita nei grandi eventi di Pitti Immagine e che si annuncia già un successo. Protagonisti, insieme all’orchestra Silete Venti! diretta da Simone Toni, sono Christian Senn, baritono (Don Giovanni), Renato Dolcini, baritono (Leporello), Emanuela Galli, soprano (Donna Elvira), Raffaella Milanesi, soprano (Donna Anna), Andres Agudelo, tenore (Don Ottavio), Mauro Borgioni, baritono (Commendatore e Masetto), Lucía Martín-Cartón, soprano (Zerlina). Maestro di coro: Marco Bellasi. Danzatori della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e all’Accademia Dancehaus di Susanna Beltrami: Anita Lorusso, Vittoria Franchina, Erica Meucci, Luana Rossin, Sebastiano Geronimo, Luciano Ariel Lanza, Giuseppe Morello, Donato Demita. Progetto e Scenografia: Barnaba Fornasetti. Costumi e direzione creativa: Romeo Gigli. Regia: Davide Montagna. Luci: Gigi Saccomandi. Direzione artistica: Valeria Manzi e Roberto Coppolecchia. Direzione di produzione: Andrea Nannoni.

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