energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Don Milani: la Marcia di Barbiana a Vicchio Società

Questo l’appello della XI edizione della Marcia di Barbiana a Vicchio. La Marcia è oramai un appuntamento tradizionale a cui convergono da ogni parte d’Italia le persone “a cui sta a cuore la scuola”.
Dopo la medaglia di cui il Presidente della Repubblica ha insignito il Comune di Vicchio in occasione della scorsa edizione, la Marcia continua anche quest’anno a coltivare la memoria dell’opera e del pensiero di Don Milani.
La “bussola” di questa edizione della Marcia di Barbiana è  l’articolo 3 della Costituzione perché anche in esso si riflette il pensiero e l’opera di Don Milani: “diritti e uguaglianza si conquistano soprattutto attraverso la scuola e rimuovendo gli ostacoli all’istruzione per tutti, si rende piena la democrazia”, si legge in un altro passaggio dell’appello.
Quattro giorni di iniziative, dunque, dal 17 al 20 maggio, nel segno di don Lorenzo Milani.
Le giornate ‘milaniane’ (vicine anche alla data di nascita di don Lorenzo, nato a Firenze il 27 maggio del 1923) si aprono giovedì 17 maggio alle 10.30, quando al Teatro Giotto andrà in scena per gli alunni delle scuole lo spettacolo “Don Milani, un viaggio lungo un mondo”.
Oggi  la tradizionale camminata nei luoghi del priore di Barbiana. All’arrivo i saluti dell'onorevole Rosa De Pasquale, del sindaco di Vicchio Roberto Izzo e dell’assessore alla pubblica istruzione della Provincia di Firenze Giovanni Di Fede.
A Barbiana si è tenuta  una cerimonia di presentazione e premiazione dei lavori maggiormente significativi realizzati dalla scuole che hanno partecipato al concorso “La memoria genera speranza”, patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che ha chiesto agli studenti di tutta Italia di approfondire l’opera e la figura di don Milani.
“L'esperienza di Barbiana, la lungimiranza della concezione che don Milani aveva della scuola- sottolinea Giovanni Di Fede – sono attuali ancora oggi, a molti anni dalla scomparsa di don Lorenzo”.


 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »