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Donna bruciata viva: Toscana aumenta i fondi contro le violenze Breaking news, Cronaca

Firenze – Il presidente della Regione Enrico Rossi ha voluto rendere omaggio stamani, all’obitorio dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, alla salma di Vania Vannucchi, la giovane donna arsa viva e morta per mano di un uomo, ennesima vittima di una lunga lista di violenze.
Dopo aver sostato in silenzio davanti al corpo di Vania, il presidente ha deposto una rosa sul lettino anatomico.

Nel corso della mattinata il presidente ha poi reso noto alla stampa di aver raddoppiato i fondi a disposizione dei centri presenti sul territorio portandoli fino a 400 mila euro per gli anni 2015 e 2016 con l’auspicio che “Anche il governo nazionale può fare la sua parte prevedendo di aumentare quei fondi nazionali che noi abbiamo già interamente trasferito e che, purtroppo, sono sempre quelli stanziati nel 2013-2014 ammontanti a 750 mila euro su un pacchetto nazionale di 13 milioni”.
La Toscana, pur avendo ricevuto nel 2013 l’indicazione di dedicare il 20% di quei fondi esclusivamente ai centri (24 quelli presenti in Toscana) ha scelto in completa autonomia di destinarne il 40%.
Rossi e l’assessore Monica Barni annunciano un bando che uscirà probabilmente già a ottobre: ossigeno in attesa delle risorse statali.

Sono degli infami” ha esclamato Enrico Rossi parlando dei carnefici che si rendono autori di delitti atroci come quello di Lucca. “Sono dei malvagi, vigliacchi e soprattutto infami” ha sottolineato il presidente che si è messo a capo di una nuova governance destinata a gestire il fenomeno sul territorio ed a rappresentare il nuovo modello toscano a partire dall’accoglienza delle richieste di aiuto, all’assistenza, dall’istruzione con specifici interventi nelle scuole d’infanzia sino all’Università senza tralasciare di seguire il reinserimento post-carcerario dei maltrattanti. Saccardi accenna al progetto portato avanti, con risorse anche regionali, dall’Asl centro con un team di psicologi “per recuperare i maltrattanti, che non sempre dal carcere escono rieducati”.

Sarà costituito già a settembre un comitato tra Regione, Anci e centri antiviolenza per decidere insieme l’utilizzo delle risorse ed eventuali modifiche alla legge sulla violenza di genere che la Toscana ha dal 2007.
Con la riforma delle province dovrà essere probabilmente ridiscussa anche la governance
.

L’assessore Stefania Saccardi ha portato la propria testimonianza professionale di avvocato “Non possiamo esimerci – ha spiegato – di prendere in considerazione anche l’aspetto normativo: i tempi in cui avvengono i processi sono molto lunghi, si tratta in molti casi di anni. Il problema è cosa faranno queste donne durante il corso del procedimento giudiziario. Ma non solo, qui si tratta di trovare loro una sistemazione fin da subito, dal momento della loro segnalazione al centro anti violenza.  Per questo in Toscana esiste una rete creata appositamente che garantisca prima di tutto l’anonimato e successivamente un alloggio e l’assistenza. Esistono molti centri che sono per ovvie ragioni segreti, anche a Firenze ne abbiamo uno importante coperto dal più stretto riserbo”.
Saccardi ha aggiunto “Sono tante le donne che si sono rivolte al mio studio per avere informazioni ed in alcuni casi non avendole più viste mi domando quale fine abbiano fatto. probabilmente sono tornate a casa costrette a convivere con i maltrattamenti poiché non riescono ad essere indipendenti dai loro aguzzini. Su questo fronte sono molto contenta che il Consiglio regionale abbia aperto alla possibilità di ritenere le donne vittime di violenza al pari di coloro che necessitano di un aiuto nel reinserimento lavorativo, è necessario che siano capaci di vivere anche da sole”.

Il Codice Rosa è un percorso di accesso al pronto soccorso riservato a tutte le vittime di violenze che, a causa di particolari condizione di fragilità, più facilmente possono diventare vittime di violenza e discriminazioni sessuali: donne, uomini, adulti e minori che hanno subito maltrattamenti e abusi.
Nel 2015 sono stati 3.049 (2.623 adulti e 426 minori) i casi di Codice Rosa che si sono presentati nei pronto soccorso della Toscana: 2.877 per maltrattamenti (2.504 adulti e 373 minori); 147 per abusi (94 adulti e 53 minori); 25 per stalking (solo adulti). Nell’allegato, anche i dati suddivisi per Asl.

Quando viene assegnato un Codice Rosa, si attiva il gruppo operativo composto da personale sanitario (medici, infermieri, psicologi) e dalle forze dell’ordine che avvia le procedure di indagine per individuare l’autore della violenza e se necessario attiva le strutture territoriali. Al codice è dedicata una stanza apposita all’interno pronto soccorso, la Stanza Rosa, dove vengono create le migliori condizioni per l’accoglienza delle vittime. Dal 2014 il Codice Rosa è attivo in tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere della Toscana: le ASL di Massa e Carrara, Lucca, Pistoia, Prato, Pisa, Livorno, Siena, Arezzo, Grosseto, Firenze, Empoli, Viareggio e AOU Careggi, Meyer, Pisana e Senese.

Dodici in tutto sono state le donne uccise in Toscana nel 2014: i numeri sono contenuti nell’ultimo rapporto disponibile, quello sul 2015 è ancora in corso di stesura. Praticamente è una donna uccisa al mese, mentre in 77, per mano di un familiare,  sono morte dal 2006 al 2014, una ogni 46 giorni, ‘colpevoli’ solo tante volte di voler decidere da sole e di non volersi fare imporre decisioni da altri.
Duemilacinquecento sono invece le donne che, sempre in Toscana, nel 2014 hanno trovato il coraggio di uscire allo scoperto e di cercare aiuto per le violenze subite, fisiche ma più spesso psicologiche, magari rivolgendosi proprio ai centri antiviolenza.

La vice presidente Barni ha annunciato che il prossimo ottobre, mese tradizionalmente rivolto dalla Regione alle iniziative nelle biblioteche, sarà dedicato al dibattito sul tema della violenza “L’avevamo programmato già prima del grave fatto degli ultimi giorni –  spiega –  Dobbiamo schierarci: il silenzio aiuta sempre e solo i carnefici”.

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