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Donne e media: per la dignità Opinion leader

Per parlare di come restituire dignità alle donne nei media (leggi televisione), si è svolto in Palazzo Medici Riccardi un convegno che è bene ricordare a conclusione della giornata contro la violenza alle donne  (che come l’8 marzo, è inutile se non la si celebra ogni giorno), e di quella che si è tenuta ieri al Caffé delle Murate, contro la  violenza domestica, promossa dal Robert F. Kennedy Center. In Provincia, dunque, erano presenti la vicepresidente della Provincia, Laura Cantini, Valeria Santini presidente del Club Firenze 2 Soroptimist, la senatrice Pd Vittoria Franco, la consigliera regionale Pdl Stefania Fuscagni e Gabriella Cims (nella foto)- promotrice dell’appello – con la quale abbiamo parlato della sua iniziativa. Ecco in cosa consiste: “Si tratta di un appello che si chiama Donne e Media, che ho lanciato nel novembre 2009, per una rappresentazione realistica e non stereotipata delle donne nei mezzi di comunicazione. (4 i punti sostanziali: riforma Rai, Codice per tutti i Media, Autorità di controllo, Standard Europeo delle regole). Scendendo nei dettagli, questi sono i punti trattati:il primo punto (riforma Rai) è una realtà: 13 gli articoli inseriti e fatti approvare nel Contratto di servizio Rai-Governo, che ogni tre anni stabilisce i "doveri" della Tivù pubblica in quanto tale. Tutti  e 13 sono in vigore (e hanno forza di legge) dal giugno 2011. La Rai ha avviato il monitoraggio dei suoi programmi, come da noi chiesto negli articoli. Ma ben più sostanziale è il cambiamento che chiediamo con tutti gli articoli nel loro insieme, impegnando Rai a trasmettere nuovi spazi e nuovi programmi di cui tuttavia non si vede alcuna traccia.

Per questo chiediamo ancora a chi , come noi, ritiene che molto ci sia da fare per dare un segnale concreto di attuazione degli impegni sottoscritti dalla Tivù pubblica, di inviare una email come singole persone o in quanto associazioni femminili o organismi di parità, a: vigilanzarai@senato.it, a.maria.tarantola@rai.it  e per cc: g_cims@hotmail.com   con la dicitura: Alla c.a. Presidente Commissione parlamentare di Vigilanza, On. Sergio Zavoli, e del Presidente Rai, Dott.ssa Anna Maria Tarantola, e il seguente testo:"Al Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza e alla Presidente della Rai, si chiede ogni sforzo possibile per dare attuazione concreta ai 13 articoli del Contratto di servizio pubblico 2010-2012 in vigore, promossi dall'Appello Donne e Media per una rappresentazione realistica e non stereotipata delle donne. Essi sono in vigore da giugno 2011 e impegnano Rai ad avviare un nuovo corso nei programmi trasmessi, rispettando la dignità umana, culturale e professionale delle donne che operano nella società, dando un grande contributo di crescita".

Gabriella Cilms ci ha con fermato che stanno arrivando email da tutta Italia ma, come già accaduto per approvare gli articoli, più siamo e più saremo ascoltati. Una lettera è stata inviata anche ai ministri Fornero e Passera. Gabriella Cims ha elaborato questa riforma per migliorare la rappresentazione delle donne italiane in tutti i mezzi di comunicazione: nessuna censura ma regole chiare e molti impegni per una visione più plurale e meno "monotematica" delle donne che studiano, lavorano e si impegnano dando un grande contributo di crescita alla nostra società. “L’iniziativa ha posto al centro del dibattito le profonde innovazioni al contratto di servizio pubblico che l’Appello Donne e Media ha proposto per una rappresentazione plurale e non stereotipata della realtà femminile, prevedendo anche una specifica azione di contrasto alla violenza sulle donne.
L’Appello Donne e Media si sta concretizzando anche grazie all’ampia mobilitazione di migliaia di persone e delle istituzioni, a cominciare dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ne ha sostenuto le finalità. Il primo obiettivo è oggi una realtà con la riforma del contratto di servizio, la carta che sancisce i doveri della tivù pubblica nei confronti dei contribuenti”.

Vittoria Franco ha concluso il suo intervento ammonendo le donne a rendersi conto che“ Berlusconi ha istituito la prostituzione come mezzo per emanciparsi”. Infatti è così evidente: basta guardare uno dei tanti popolari programmi tivù. Vi siete chieste qualche volta perché gli uomini sono sempre in giacca e cravatta mentre le donne, se giovani e belle, si mostrano in tanga e reggiseno?
Firmatarie e dei firmatari dell’Appello, ecco dove: http://www.key4biz.it/News/2010/01/13/Contenuti /firmatarie_appello_tv_contratto_servizio_rai.html#firmatarie

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