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Dopo quasi 300 anni, le ostie della Basilica di San Francesco sono intatte Società

Siena – Le prime analisi scientifiche sulle ostie conservate dal 1730 nella Basilica di San Francesco a Siena furono fatte un secolo fa. E ora, rifatte le analisi, le particole sono ancora intatte e incontaminate. Le analisi sono state avviate il 10 settembre scorso dopo il nulla osta dato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede all’arcivescovo di Siena monsignor Antonio Buoncristiani.

Le particole subirono un furto il 14 agosto 1730: si trovavano nella basilica dov e sono ancora conservate e vennero trafugate, ma tre giorni dopo furono rinvenute nella cassetta delle elemosine della chiesa di Santa Maria in Provenzano, sporche. Furono ripulite con cura e riportate in San Francesco, dove sono conservate tutt’ora. E dove si sono mantenute pure e incontaminate nel corso di quasi 3 secoli, oggetto di profonda venerazione.

Le ostie sono 225 come in origine, più alcuni frammenti, come nella precedente ricognizione, come si legge nella nota diffusa dalla curia, e tuttora “incontaminate” e in “ottimo stato di conservazione”.

Sono state sottoposte, in tre campioni, a un’ispezione della superficie con microscopio digitale portatile, rilevazione della presenza del nucleotide ATP (adenosin-trifosfato) mediante misura con bioluminometro, test colturale, fotogrammetria a distanza ravvicinata per la ricostruzione del modello 3D delle ostie a fini documentativi. Analizzato e poi ripulito anche il contenitore di cristallo dai tecnici dell’Istituto per la Conservazione e valorizzazione dei beni culturali di Firenze del Cnr. Il test colturale non ha messo in evidenza nessuna crescita microbica né dopo 7 giorni dal campionamento, né dopo 14. Papa Francesco, su richiesta del arcivescovo Buoncristiani, ha concesso l’indulgenza plenaria per i fedeli che pregheranno davanti alle particole dal primo novembre 2014 al 4 ottobre 2015.

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