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Dopo covid, Pap lancia l’Agenzia per la Transizione Ecologica Breaking news, Politica

Firenze – Oggi, primo maggio speciale per vari motivi, la riflessione più urgente è senz’altro quella del dopo covid e delle prospettive che si aprono, in particolare per quanto riguarda lavoro e occupazione. Un tema tuttavia che non può prescindere dall’altro, messo in luce in particolare proprio dalla presenza della pandemia, vale a dire quello ambientale. Senza entrare sul terreno squisitamente ambientalista, su un livello più politico generale si registra la proposta di Potere al Popolo, ovvero “la necessità di pensare all’istituzione di una Agenzia per la Transizione Ecologica. Assisteremo a numerose chiusure aziendali e/o alla richiesta di fortissime iniezioni di liquidità. – spiegano da Pap – Anche grazie all’allargamento delle maglie degli “aiuti di Stato”, nonché al mutamento del “senso comune” sull’utilità dell’intervento dello Stato, e alla possibilità di procedere a vere e proprie nazionalizzazioni, lo Stato deve essere protagonista in tema di politica industriale ed economica e lavorare nell’ottica della costruzione di un “Piano per il Futuro”. Alcune aziende dovranno essere rilevate e convertite per produzioni di carattere sanitario e/o ecologico, garantendo nel mentre ammortizzatori sociali e formazione ai lavoratori che dovranno essere sostenuti e tutelati in ogni fase”.

“Le leve non mancano – sottolineano nel documento che Pap ha prodotto circa la “fase 2″ della pandemia, e di cui l’Agenzia è solo un punto dell’analisi e delle proposte – ciò che manca è semmai la volontà politica (e la forza per reggere un tale urto). La decisione di posticipare Plastic Tax e Sugar Tax è, ad esempio, nella direzione opposta a quella giusta per noi e per il pianeta tutto. Non tanto per i mancati introiti economici che comporta questa scelta (erano pensate così ai minimi termini che non sarebbe entrato granché comunque), ma per il segnale politico che si lancia”.

“Il mondo di domani non verrà fuori da un impossibile ritorno al passato – conclude la nota – un passato che per molti era già la “malattia”. Sta anche a noi fare in modo che si prenda la direzione giusta”.

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