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Dopo il Genoa: ottimi singoli, modulo da trovare Sport

Firenze – Meno male è stato solo un brutto sogno: l’idea di rivedere in campo Gilberto e di vedere Borja Valero davanti alla difesa a far argine, come era stato annunciato (pretattica?). A Gilberto è stato preferito un Bernardeschi caricato dalla bella prova con la Under, e Borja ha stazionato a lungo davanti a lui, più sulla tre quarti che accanto a Vecino e Badelj.

Uno strano modulo, quello messo in campo ieri da Sousa. Un 4-2-3-1 (finalmente!) che poi, in fase di possesso palla, si trasformava in un 3-4-3, con una difesa schierata assai coraggiosamente, con Tomovic e Alonso larghi e il solo Astori centrale; con Berna che non andava quasi mai in attacco e si limitava a svolgere un lavoro di fatica, per assicurare quantità e equilibrio tattico; con l’inedita coppia di centrocampo Badelj-Vecino (che è stata la nota di gran lunga più positiva); con Borja, come dicevo, che imperversava nella trequarti e spesso in attacco accanto a Rossi e a Babacar.

Strano modulo: ancora una volta, e questo sembra ormai un carattere ineliminabile nelle escogitazioni tattiche di Sousa, con diversi giocatori fuori ruolo. Alonso centrale difensivo, Berna a destra (e più centrocampista che attaccante) e Kuba, quando è entrato, a sinistra. Inspiegabilmente, perché con la squadra in dieci e con un atteggiamento forzatamente difensivo, ci si aspetta che il destro giochi a destra e il sinistro a sinistra, con la necessaria naturalezza e con un più sicuro appoggio sulle gambe nel momento del contrasto o dell’anticipo sull’avversario. Mah!?

E veniamo alle indicazioni della partita di ieri. È indubbio che la squadra sta provando schemi. È altrettanto indubbio che vuole giocare un gioco più offensivo e verticale che non con Montella. È forse oggi acquisizione chiara che, se Rossi è davvero recuperato a titolare di questa squadra, non si possa prescindere da un 4-2-3-1, con lui sulla linea dei trequartisti libero di svariare e di inserirsi. Pare anche indubbio che ieri Sousa abbia voluto inscenare un turn over, risparmiando Ilicic e non rischiando gli argentini tornati dalla nazionale. Lasciamo posare la polvere, e aspettiamo fiduciosamente di vedere chiaro all’orizzonte.

Resta per ora un ragionevole dubbio sugli esperimenti alquanto lambiccati (e non necessari) di Sousa, e sulla reale capacità di questa squadra di produrre un gioco d’attacco che sia anche remunerativo. Ieri, con tutti quegli attaccanti e tutto quello slancio offensivo, la Viola ha tirato in porta sì e no un paio di volte, e l’uniche occasioni (gol compreso) le ha avute di testa per amnesie difensive altrui. Comunque, come dicevo, finalmente si è provato il 4-2-3-1. C’è da farlo con più continuità e con più coerenza, e c’è soprattutto da imparare i movimenti giusti che consentano di trovare con più precisione giocatori in area di rigore (sempreché si decidano ad andarci!).

Infine alcune annotazioni, e tutte positive, sui singoli. Rossi ha mostrato di non aver perduto la verve e la classe che ne fa un campione. Alcuni suoi tocchi e alcune giocate sono stati sopraffini, ancorché poco assecondati dai compagni. Anche la sua tenuta fisico-atletica è parsa buona. Buona la prova di Astori, al quale manca solo il piede per far ripartire l’azione (ma tanto tornerà Gonzalo, che è stato uno dei migliori anche con la nazionale argentina).

Confusionario ma generoso Berna, assolto da colpe perché si è adattato in un ruolo non suo e in una zona di campo non propriamente congeniale. Discontinuo ma con numeri eccezionali Babacar. E sicura la presenza fisica e tattica di Kalinic nel finale. Della coppia di centrali Badelj-Vecino ho detto, con un ottimo (e insostituibile) Badelj e un vivace e presente Vecino. Ora si aspetta Kuba esterno destro secondo natura e secondo logica. E si aspetta che Suarez (anche ieri, nello scampolo di partita giocato, non sempre sicuro) in forma e in armonia coi compagni. Ricordandoci che fuori ci sono anche Ilicic e Mati, non possiamo, per ora, che essere ottimisti. A patto, lo ripeto, che il tecnico sia un po’ più realista e rispettoso delle prerogative dei singoli.

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