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Dopo la Concordia si studiano regole per tutelare l’Arcipelago Cronaca

Nel pomeriggio di oggi, 12 giugno, si è tornati a parlare della Costa Concordia dopo alcuni giorni di silenzio sulla tragedia dell’isola del Giglio.  Le attività preliminari alla rimozione del relitto da parte di Titan Salvage e Micoperi sono iniziate. Dopo di esse si procederà a stabilizzare la nave mediante una decina di pali piantati fra la nave e la costa, ai quali verranno fissati numerosi cavi in acciaio da ancorare a delle bitte saldate sulla fiancata emersa della nave. Verrà quindi costruita una piattaforma subacquea e, mediante due grandi gru, verranno applicati al lato emerso due cassoni capaci di contenere acqua. Fra i cassoni e la piattaforma sarà allestito un sistema di tiranti. I cassoni verranno quindi riempiti d’acqua e la nave verrà raddrizzata. Rimessa in piedi, alla Costa Concordia verranno poi applicati cassoni anche dall’altro lato. I cassoni precedentemente riempiti d’acqua verranno svuotati e la nave tornerà in condizioni di poter galleggiare ed essere trainata in un porto italiano, presumibilmente in quello di Livorno. Tutto questo, ovviamente, presuppone grandi rischi per l’ambiente marino. Per verificare il rispetto del mare dell’isola del Giglio da parte delle due imprese incaricate della rimozione della Concordia, Arpat continuerà nel suo monitoraggio delle acque marine ed effettuerà un nuovo monitoraggio dell’aria e del rumore.  E mentre al Giglio le operazioni sul relitto proseguivano, a Firenze si è discusso di come tutelare l’Arcipelago toscano per evitare il ripetersi di tragedie come quella del 13 gennaio. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha incontrato il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Guido Improta, il comandante generale del corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, Pierluigi Cacioppo, l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna, della Capitaneria di porto di Livorno, Renato Grimaldi, direttore generale del Ministero dell’Ambiente ed i rappresentanti del consorzio Lamma. Durante l’incontro sono state fissate le priorità per la tutela del mare e la navigazione sicura delle acque dell’Arcipelago toscano, nel quale ogni anno transitano oltre 1.000 navi. Innanzitutto, si è convenuto che servono nuove regole capaci di innovare il sistema della navigazione. Per il momento, infatti, esiste soltanto il “decreto anti-inchini” pensato dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, all’indomani della tragedia della Costa Concordia. Questa normativa, che impedisce alle navi di grossa stazza la navigazione a meno di 2 miglia marine dalla costa, è però un primo passo e molto resta ancora da fare. Oltre che nuove regole servono, poi, nuovi strumenti. Per cercare di costruire una rete di radar, le Capitanerie di Porto toscane hanno in mente di installare un sistema Vts (vessel traffic service) a Livorno, a Piombino, sull’isola della Gorgona ed all’Argentario. La Regione si è detta disponibile a stipulare con le Capitanerie di Porto una convenzione per estendere a tutto l’Arcipelago toscano un controllo 24 ore su 24 ed ha spiegato di essere disposta a integrare il monitoraggio marino delle Capitanerie con quello meteorologico del Lamma. Servono, infine, sanzioni più efficaci per i trasgressori delle regole. “Senza sanzioni – ha spiegato Rossi – non c’è regola che tenga” e per questo sarà necessario prevedere provvedimenti punitivi per coloro che violano le norme pensate per la sicurezza della navigazione.

Foto: http://www.arpat.toscana.it
 

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