energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Dopo la pandemia: lettera aperta delle Donne Democratiche Dibattito politico

Firenze – Pubblichiamo la lettera aperta che la Conferenza delle Donne Democratiche Firenze Metropolitano hanno inviato al presidente della Toscana Enrico Rossi, al sindaco Dario Nardella, a consiglieri regionali e responsabili politici del PD.

Noi Donne Democratiche Firenze Metropolitano condividiamo la generale, grandissima preoccupazione per ciò che lascerà l’emergenza sanitaria da Covid-19 in termini economici e sociali.  La perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, interi settori azzerati e con una prospettiva per la ripresa di lungo termine, un costo sociale altissimo per i cittadini, in particolare per quelli appartenenti alle fasce più deboli.

Siamo consapevoli che saranno necessarie scelte durissime sui tagli da effettuare e per rimodulare la distribuzione delle risorse disponibili. Sosteniamo la richiesta fatta dal nostro Sindaco e da tutti gli amministratori attraverso ANCI, affinché i Comuni siano aiutati con importanti trasferimenti di risorse. I provvedimenti annunciati da Conte sono solo il trasferimento anticipato di risorse dovute, non sono le risorse straordinarie richieste dai sindaci per un piano nazionale cura comuni.

Firenze dovrà rinunciare a una parte cospicua del suo bilancio per la mancata riscossione della tassa di soggiorno e lo stesso sindaco Nardella, in una recente intervista a La Nazione, ha dichiarato: “Questa nostra condizione oggi ci mostra quanto siamo fragili: l’economia del turismo è fragile perché è la prima colpita da guerre, terrorismo, epidemie. Allora da questo dramma dobbiamo imparare a riassestare il nostro modello economico”.

Le strategie di uscita dalla crisi, quindi, potranno rappresentare un’opportunità per ripensare ad un differente modello di sviluppo del territorio, per affrontare punti critici che erano già evidenti in termini di bassa crescita, aumento delle disuguaglianze, politiche ambientali e senso di isolamento sociale, a cui faticosamente avevamo appena cominciato a porre rimedio. In questo quadro, sono molte le voci che si stanno alzando per chiedere che si trovino strategie comuni a livello europeo e mondiale e che solo scegliendo questo modo di procedere si potrà uscire dalla crisi in cui siamo precipitati.

La stessa visione secondo cui “nessuno si salva da solo” riguarda non solo le auspicabili politiche a livello europeo e internazionale, ma va applicato anche al governo locale nelle modalità di progettazione del futuro, dove non è immaginabile che la politica o le forze economiche e sociali si assumano singolarmente l’onere del profondo e necessario ripensamento dello sviluppo dei nostri territori.

Noi pensiamo che nemmeno le città si salvino da sole, ma che debbano riconsiderare il proprio destino legandolo a una dimensione territorialmente più ampia come quella regionale. Pensiamo anche che sia urgente cominciare proprio in questi giorni a progettare il nostro futuro, dedicando al governo dell’emergenza tutte le risorse necessarie, ma non tutte le risorse disponibili.

Proponiamo che si formi al più presto un tavolo regionale che unisca la politica, la riflessione scientifica e i rappresentanti delle forze economiche e sociali con l’obiettivo di mettere a punto un modello e una strategia a medio termine. Un luogo dove lavorino fianco a fianco le competenze in campo ambientale ed economico, gli esperti di gestione di sistemi complessi e digitalizzazione, le amministrazioni, i sindacati e le associazioni di categoria, la Confindustria, le imprese e i professionisti portatori del più alto tasso d’innovazione, l’associazionismo, le università toscane e quelle straniere presenti in Toscana (prima fra tutte l’Università Europea), gli istituti di ricerca, i rappresentanti del mondo della cultura, le ecc.

Tutti insieme per produrre un piano di sviluppo che tenga conto delle singole istanze presenti, ma capace di unirle nella reciproca consapevolezza che le eventuali rinunce ad una propria condizione di vantaggio, saranno a favore di un progetto condiviso che alla fine premierà tutti. Un tavolo dove tutti i soggetti siano uniti dal perseguimento di principi comuni che siano improntati alla sostenibilità ambientale e sociale, alla promozione di dignitose condizioni lavorative e della parità di genere, alla protezione dei diritti, all’innovazione, all’estensione delle competenze digitali, alle riconversioni delle imprese in crisi, all’attenzione per le situazioni specifiche dei territori e quanto altro venga individuato come importante per disegnare il futuro.

Dovrà essere una riconversione fondata su alcuni nuovi settori specialistici che caratterizzano il territorio come produttore di innovazione anche dal punto di vista delle soluzioni per ridurre il tasso di disuguaglianza. Sarà forse necessario rimettere in discussione progetti dati per acquisiti, distaccandosi da vecchie idee e di aprirsi a una visione profondamente rinnovata. Le condizioni in cui ci ritroveremo a vivere dopo l’emergenza saranno durissime, i sacrifici a cui saremo tutti chiamati avranno bisogno del sostegno della maggior parte della cittadinanza che si deve non solo sentire rappresentata a quel tavolo, ma coinvolta in una prospettiva di lungo periodo, secondo principi condivisi.

Auspichiamo anche la creazione di un analogo tavolo territoriale a livello metropolitano, che con il concorso di molteplici saperi e competenze operi alla definizione di un piano straordinario per la cura del tessuto sociale e dell’economia locale. La sfida che abbiamo davanti dovrà fare affidamento sulla ritrovata fiducia nelle molte competenze necessarie per immaginare e progettare la Firenze dell’area metropolitana e della Toscana del domani e chissà che il modello della Toscana non possa estendersi ad altri.

La condivisione della responsabilità non potrà declinarsi solo nel dividersi il peso della crisi e sarà necessario un’attenta sorveglianza affinché il peso sia distribuito in modo proporzionato alle spalle che lo dovranno sorreggere e senza discriminazioni. Servono, infatti, risposte inclusive e democratiche. Noi donne aderenti alla conferenza delle donne democratiche dell’area metropolitana fiorentina siamo pronte a dare il nostro contributo a partire da una riflessione attenta sia sui rischi di esclusione sociale e di marginalizzazione economica cui le donne sono esposte in questa nuova drammatica crisi, sia collaborando ad un confronto ampio e articolato su nuovi modelli di sviluppo per la nostra collettività per il nostro territorio.

Già nelle prossime settimane cercheremo di animare occasioni di confronto con donne e uomini che possano aiutarci ad affrontare con nuove chiavi di lettura le sfide attuali, coinvolgendo tutti i livelli dei gruppi dirigenti locali del PD e tutti gli spazi di confronto a partire dai circoli. Tuttavia, nel rispetto del regolamento della Conferenza, noi cercheremo di tessere un dialogo con tutte le forze del centro sinistra perché siamo convinte che le scelte da fare richiedano il contributo di tutte e tutti.

Quello che qui proponiamo è l’avvio di un processo complesso, difficile e sfidante, ma che crediamo indispensabile per guardare con speranza al nostro futuro, che illumini il percorso di tutti, mentre dovremo sopportare i prevedibili sacrifici che ci aspettano. Abbiamo la possibilità di cogliere gli aspetti positivi della crisi come occasione di cambiamento che possa finalmente correggere e non aggravare le preesistenti criticità. Ci stanno pensando Enrico Giovannini dell’ASviS, il Forum Disuguaglianze e diversità di Fabrizio Barca e alcuni economisti, segno che è necessario non perdere tempo, che quanto prima cominceremo a interrogarci, quanto più saremo capaci di produrre proposte credibili che ridiano speranza e prospettive concrete per il futuro.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »