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Dopo la rinascita inaugurata la Domus Mazziniana Società

Un luogo completamente rinnovato, anzi rivoluzionato, quello della Domus Mazziniana-Memoriale Mazzini, la struttura dove il padre della patria passò i giorni della clandestinità fino alla morte nel 1872. Un luogo dal profondo significato simbolico e culturale-scientifico. Si pensi che al suo interno è conservato il documento originale della Giovine Italia, collocato in una teca in quella che fu la stanza da letto dove morì Mazzini. Ad inaugurarlo questa mattina il sindaco Filippeschi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Peluffo, che ha diretto lo scorso anno il comitato del 150° dell’Unità d’Italia. Presenti oltre al direttore dell’Istituto storico nazionale Finelli, il professor Palazzolo che ha letto il ricordo dello storico del pensiero politico Salvo Mastellone, il prefetto De Bonis, il filosofo Bodei, l’ambasciatore francese Le Roy, il presidente regionale della Gioventù federalista europea Trapani e il deputato pisano Fontanelli. Gli interventi alla Domus, realizzati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in seno ai festeggiamenti del 150° e che hanno visto la fine dei lavori con la visita del presidente Napolitano, sono risultati con un finanziamento di 2,5 milioni di euro, i più importanti d’Italia. Ad oggi conserva importantissime documentazioni e testimonianze su Mazzini e gli studi su di lui condotti, vedendo una radicale opera di restauro, in particolare per quello che riguarda ripristino e riorganizzazione della biblioteca specializzata (con oltre 40 mila volumi di storia politica e istituzionale d'Italia e d'Europa), di sala riunioni e museo. 
Ma una delle sfide per il futuro dello storico edificio che ospita l’Istituto sarà quello della realizzazione di un centro europeo di elaborazione e studio per le democrazie contemporanee. «Avevamo detto che questa non sarebbe stata solo una massiccia operazione di rifacimento estetico – ha dichiarato il sindaco Filippeschi -, ma anche l’opportunità di un nuovo spazio offerto alla città e a disposizione degli Enti locali, associazioni e di quelle organizzazioni scientifiche di studi storico-politici che trovano nella Domus un importante punto di riferimento, in attesa di istituire il Centro studi per le democrazie contemporanee. Un particolare ringraziamento per essere arrivati a questo va agli architetti Pasqualetti e Spalla. La prima cosa da fare è quella di consolidare l’attività di un luogo che parli ai giovani». «La Domus è stato il secondo intervento di recupero per importanza dopo il Memoriale di Garibaldi a Caprera – ha detto il sottosegretario Peluffo – . Abbiamo impostato i recuperi in seguito ai festeggiamenti in maniera mirata, all’insegna della sobrietà, perché ne potessero uscire soluzioni di qualità sulle quali investire consolidandone le attività: sulla base di questi risultati possiamo impostare un piano di marketing per i grandi festeggiamenti in occasione del bicentenario dell’Unità nazionale. Il nostro augurio più immediato è che questi luoghi possano essere affollati il più possibile». 
Un’occasione da non perdere dunque, «in particolare per i giovani che devono essere protagonisti della vitalità di questa struttura carica di significato», ha detto Trapani,  Presidente della GFE Toscana, il movimento che si ispira agli ideali mazziniani tra i primi sostenitori della rinascita della Domus. «’Il futuro è progresso’ diceva Mazzini – ha proseguito – e sulla base di tale principio ci faremo promotori di iniziative per rendere il più vivo possibile questo luogo restituito alla città; avere un patrimonio del genere è un lusso che noi giovani non dobbiamo farci sfuggire e l’occasione per riflettere sul ruolo odierno della democrazia e di una Europa che possa raggiungere il concetto di “popolo” rilanciando il sentimento europeista».

La Domus Mazziniana-Memoriale Mazzini è aperta dal lunedì al venerdì con orario 9-13 e il pomeriggio su prenotazione. Info: 050 24174 – www.domusmazziniana.it

Nella foto l’ingresso principale della Domus con la scritta in rilievo che riproduce le frasi della Giovine Italia

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