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Dopo la Roma: radiografia di una débacle color viola Opinion leader

Firenze – Nel giro di pochi giorni, e quindi con la memoria a breve che ci può aiutare nel confronto, abbiamo visto le tre squadre che in Europa giocano il 3-4-2-1: la Fiorentina, la Roma e il Chelsea. La Roma e il Chelsea sono arrivate a quella soluzione dopo aver provato altri schemi e altri interpreti. Poi il campo ha deciso che quel gioco è quello che valorizza di più i giocatori a disposizione in rosa.

La Fiorentina, invece, lo ha deciso a priori, in virtù delle divinazioni tattiche del profeta Sousa, che pure l’anno scorso aveva ereditato una squadra che giocava un calcio bello e assai diverso, ma che ha creduto bene di imporre il suo, con rari ripensamenti da un anno e mezzo a questa parte (nonostante che quei ripensamenti ci abbiano fatto vedere una Fiorentina migliore).

Tra l’altro, mentre Roma e Chelsea giocano quel gioco da una decina di partite, la Fiorentina lo gioca dal ritiro dell’anno scorso; con Sousa che però non ha mai smesso di dire che “ci vuole tempo” per assimilarlo. Alla faccia! Ma perché quelli della Roma e quelli del Chelsea lo hanno imparato in una settimana? Io ritengo di sapere perché e l’ho sempre detto: perché la Fiorentina questo gioco non lo può giocare con i giocatori che ha!

In questi giorni la riprova al confronto di squadre speculari. La Fiorentina, con quel pressing alto, con la corsa impazzita di Borja e dei due mediani a tutto campo, con l’ampiezza e il su e giù a stantuffo richiesti agli esterni, con i reparti sgranati e poco collaborativi, è finita ieri, come spesso le accade, al 25simo del primo tempo. Dopodiché è stata a guardare. La Roma è uscita progressivamente, è cominciata ad arrivare prima su ogni pallone, fino a ridicolizzare la nostra difesa con scorribande sulle fasce di…Manolas!

Per capire meglio, facciamo un esperimento di pensiero sul terzo gol della Roma: palla recuperata al limite dell’area da De Rossi, lancio perfetto a Strootman che se ne va sulla fascia sinistra, cross millimetrico al centro dove Nainggolan (che pochi secondi prima era al limite della propria area) aggancia e conclude di classe anticipando due difensori viola (nel frattempo il Faraone e Peres erano ad aiutare la difesa).

Proviamo a invertire le parti: Badelj avrebbe dovuto recuperare un pallone al limite dell’area (cosa che accade difficilmente, perché davanti alla difesa ci si fa trovare di rado, soprattutto a fine partita) e avrebbe dovuto lanciare uno sgroppante Vecino sulla fascia che, a sua volta, avrebbe dovuto trovare Borja in area ad anticipare Manolas e Fazio dopo una corsa di quaranta metri, con Chiesa e Olivera scesi ad assistere la difesa…Fantascienza!

I nostri centrocampisti non hanno il fisico e le caratteristiche individuali di De Rossi e Strootman e tanto meno quelle di Kanté e Matic (ricordiamoci che Conte tiene in panchina Fabregas perché non lo ritiene adatto a quei ritmi e a quel dispendio di energie). Nel ruolo di centrocampista di sostegno alla punta, con compiti di pressing alto, di finalizzazione dell’azione e di disponibilità a tutto campo, Nainggolan e Borja sono imparagonabili.

I viola hanno il fisico e le attitudini da gioco tecnico, corto, palleggiato in orizzontale, idealmente in una squadra che tiene i reparti ravvicinati in modo da proteggere la difesa e da aiutare l’attacco, chiamando sulle fasce i terzini quando vuole allargare il gioco. E invece tenta da un anno e mezzo un gioco che non le riesce! Quei 25 minuti iniziali di ieri sera, come la partita contro la Juve,  ci hanno soltanto fatto capire che i giocatori per giocare un calcio alla pari con le grandi la Viola ce li ha; ma quei giocatori con Sousa non giocano il loro gioco e spesso non lo giocano nel loro ruolo.

Sanchez non è un terzino, e non può assimilare i movimenti del terzino e gli automatismi complicati di una difesa a tre; Badelj non è un mediano e non può correre a vuoto per tutta la partita, sottratto alla sua posizione naturale di centromediano metodista; Bernardeschi a tutto campo perde la sua prerogativa maggiore che è la rapidità e la pericolosità vicino alla porta; Chiesa è un esterno d’attacco che fa fatica a improvvisarsi terzino.

E poi quei quattro giocatori sempre davanti alla linea del pallone…! Ma perché? Per dimostrare di essere più offensivi? Ma se in tutta la partita contro la Roma la Fiorentina non ha tirato in porta! E gli esterni alti? Per fare che, oltre che per sguarnire il centrocampo? Per crossare? A chi? Ah già, c’era Babacar, che Sousa ha detto abbia giocato la sua migliore partita dell’anno. Credo che dovrebbe bastare questa affermazione per capire quanto tecnico e proprietà ci stanno prendendo per i fondelli!

E dunque si consolida l’ottavo posto di una squadra da Europa che vive sull’impresa contro la Juve (ricordiamocelo: impresa realizzata da una squadra che ha giocato con il centrocampo a tre e i reparti ben più ravvicinati rispetto a ieri sera), subito smentita da un 3-3 casalingo contro il Genoa (che senza la nostra dabbenaggine avrebbe inanellato otto sconfitte consecutive, dato che la domenica dopo ha perso in casa col Sassuolo) e da un 2-1 risicato in casa contro il Pescara che la domenica dopo ne ha prese sei dalla Lazio!

Nel frattempo si perdono per strada le poche sicurezze (per non dire delle speranze!) e diversi giocatori si umiliano con prestazioni che non sapremo mai quanto dipendono da loro carenze e quanto dall’impiego scriteriato che ne fa il tecnico. È probabile che, dopo ieri, anche Sanchez venga “punito” per non aver saputo fare il terzino. E invece, scommettiamoci, verrà premiato Tello, che ieri sera, entrato fresco fresco, ha rinviato un pallone in recupero che si è trasformato in un perfetto cross per gli attaccanti della Roma nell’area viola…Se non altro, grazie alla Fiorentina di Sousa, c’è materiale eccellente per Fayna e per oggi le comiche!

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