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Dopo l’incendio di agosto riapre l’Oratorio della Misericordia di Prato Cronaca

Diciamo che non tutti i mali, alla fine, vengono per nuocere. Infatti l’incendio accidentale dello scorso 14 agosto, scaturito da un corto circuito elettrico in una stanza adiacente all’Oratorio della Misericordia, che ha subito pesanti danni, sacrestia compresa, ha portato alla luce, in via Convenevole, un affresco di autore anonimo, che la ditta Piacenti ha ritrovato nel corso dei lavori di restauro e pulitura dell’edificio sacro. Sabato prossimo, 31 marzo, dopo cinque mesi di restauro, l’Oratorio sarà riaperto e restituito alla città. Si potranno cosi riammirare numerose opere d’arte, tra cui la tavola dell’Assunta di Alessandro Allori, posta sopra l’altare maggiore e l’affresco di Giacinto Fabbroni, fondale per un presepe posto in sacrestia. L’intervento di restauro,  coperti per intero dall’assicurazione, è stato di 608 mila euro. Altri 100 mila euro occorreranno per l’acquisto di nuovi arredi e paramenti sacri perché quelli vecchi sono stati completamente distrutti dall’incendio. Nell’occasione è stato anche rifatto l’intero impianto di illuminazione, che adesso riesce a valorizzare per intero le tante bellezze contenute nella cappella.

L’affresco ritrovato è venuto fuori nello staccare da un altare laterale la cassa di legno decorato che custodisce il simbolo dell’Arciconfraternita, il crocifisso dei trenta pellegrini. Nell’immagine, risalente con molta probabilità alla seconda metà del Settecento, ci sono Maria e San Giovanni evangelista a figura intera in posizione di compianto. “In mezzo a loro era posizionato il crocifisso di legno delle benedettine” spiega Paolo Diani, archivista della Misericordia. Diani ha scoperto, cercando nelle antiche carte  dell’Arciconfraternita, che questo affresco fu coperto nel 1880, anno del terzo centenario della fondazione della Compagnia del pellegrino, primo nucleo della Misericordia. Sopra di esso fu posizionata la cassa in legno foderata di raso che proveniva dalla cappella Vinaccesi in duomo. posta per esaltare il crocifisso dei trenta pellegrini. Intorno alla pittura murale sono affiorati anche dei decori in stucco policromo che rappresentano i segni della passione. “La decisione della Misericordia è quella di lasciare l’affresco ritrovato – dice il proposto Luigi Biancalani – mentre la cassa di legno Seicentesca sarà posta nella vicina sala Calamai e custodirà uno dei crocifissi di Brigata”.

I restauri hanno riguardato anche la ripulitura del coro posto dietro il presbiterio. Questo ambiente, con una volta a crociera trecentesca, fu decorato nel 1922 in stile neogotico. Nelle volte e nelle colonne trovano spazio molti stemmi familiari delle famiglie che contribuirono ottanta anni fa al primo restauro. Tra questi, a fine anni Cinquanta la Misericordia dipinse lo stemma del vescovo Pietro Fiordelli, poco dopo il suo arrivo a Prato, primo vescovo residenziale. “Mancava quello del vescovo Simoni – ha osservato Biancalani – così in occasione del ventesimo anniversario della sua venuta in diocesi, abbiamo chiesto alla Piacenti di realizzare anche il suo stemma”.

E sarà proprio il Vescovo ad inaugurare sabato  alle 17 l’Oratorio, che è dedicato a San Michele. Da lunedì 2 aprile riprenderanno le celebrazioni delle messe: alle 8 e 8,30 tutti i giorni feriali, il sabato e prefestivi alle 17, la domenica e i festivi alle 16.

Foto: www.tvprato.it

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