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Dopo nubifragio: riapre domani il Museo di San Marco, sabato il Giardino di Boboli Cultura

Firenze – Si potrà tornare da domani a visitare il Museo di San Marco, mentre sabato sarà la volta del Giardino di Boboli, che tuttavia sarà fruibile solo in parte.

“Mi congratulo del rapido ripristino dei luoghi danneggiati – dice il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini che nonostante la complessità e criticità, è stato eseguito con la massima sollecitudine”.

Per quanto riguarda il Museo di San Marco, la bomba d’acqua che il 19 settembre scorso di scaricò sulla città aveva provocato danni tali che era stato necessario chiuderlo: la furia del vento, della pioggia e della grandine ha infatti provocato danni agli ambienti, alle opere d’arte e all’antico cedro del Libano del chiostro di Sant’Antonino.

Per gli ambienti è iniziato il percorso di ripristino, per i dipinti quello di restauro che terrà lontani dal pubblico per alcuni mesi i due dipinti dell’Angelico che sono rimasti più danneggiati, la Pala di Annalena e il Compianto sul Cristo morto. “Per il cedro, invece, nessun ‘restauro’ è stato possibile. – aggiunge la Direttrice del museo, Magnolia Scudieri rimasto stroncato nei grossi rami alti, fortunatamente non crollati per la presenza di solide funi di sicurezza che da tempo li imbracavano, non ha potuto essere salvato e siamo stati costretti ad abbatterlo. Il Chiostro ha perso il suo nobile ombrello che la vetustà aveva reso fragile e pericoloso; dovremo abituarci ad una nuova luminosità. Chissà se era quella angelichiana”.

Sabato 4 ottobre riaprirà parzialmente anche il Giardino di Boboli che ha subito gravi danneggiamenti. “Torneranno alla fruibilità i percorsi viari principali della zona più antica del giardino – dice la Direttrice del Giardino di Boboli, Alessandra Griffoovvero l’Anfiteatro, il Forcone, la Kaffeehaus, l’uscita di Bacco con la Grotta del Buontalenti, e con due soli ingressi aperti: il cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti e il Forte Belvedere”. Aggiunge il responsabile tecnico del giardino, Mauro Linari: “Rimarrà ancora interdetta ai visitatori la zona più meridionale del giardino granducale, comprendente il Prato dei castagni, il Viale dei cipressi, l’Isola e il Prato delle colonne”.

 

 

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