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Dopo Roma: una Fiorentina da grandi imprese Sport

Firenze – Ci voleva proprio, questa vittoria. Ma non tanto per cambiare opinione sulla Fiorentina (io ho sempre detto che la sua annata comincia ora), ma per avere conferme di una serie di cose fondamentali che i tifosi a tutte le latitudini dovrebbero tenere presenti, prima di comportarsi come si è comportata la curva romanista ieri e (lo dico senza peli sulla lingua) la tifoseria fiorentina in un recente passato.

Processo alla Roma. I tifosi convocano la squadra sotto la curva per dirle di tirar fuori gli attributi, e la umiliano doppiamente. Qualcuno ha pensato che alla Roma, che aveva davanti una Fiorentina in salute e concentrata sull’obiettivo, ieri mancavano sei o sette titolari irrinunciabili? De Sanctis, Castan, De Rossi, Strootman, Gervinho, Iturbe, nel primo tempo anche Pjanic, più gli attaccanti appena venduti (Destro e Borriello) e quelli acquistati al loro posto (Doumbia e Ibarbo, che è entrato nel secondo tempo appena reduce da un infortunio). E se vogliamo completare la lista, alla Roma mancava anche Balzaretti; che, visto cosa è rimasto dei fasti di Cole, è stato anche lui un’assenza pesante.

Io non voglio certo sminuire l’impresa della Fiorentina, che ha fatto (quasi) tutto alla perfezione, soprattutto per l’interpretazione tattica e per lo spettacolo di pressing che ha regalato fino al 94′. Ma proprio per le esperienze recenti della Fiorentina capisco Garcia e tutta la Roma, costretta a inventarsi un gioco senza i riferimenti consueti, e soprattutto con affioranti la paura di sbagliare e lo scoraggiamento. È successo lo stesso alla Fiorentina, quando ha giocato, e anche bene, ma sapendo di non avere davanti i suoi due campioni Mario e Pepito e finendo per aver quasi paura a finalizzare e a  tirare in porta. Eppure anche a Firenze si sono sentite critiche e polemiche; si è sentito dire che la società non è all’altezza, e che non è all’altezza neanche Montella.

Tempo fa un tifoso da bar esprimeva un pensiero, ahimè trovando consensi, con le eloquenti parole: “non ci capisce più nulla neanche lui!”. E invece di capire come questo eccezionale tecnico cercava di studiare alternative tattiche, di inventare difensori attaccanti, di costruire una squadra che ovviasse col gioco e con inserimenti a dir poco incauti alle evidenti carenze offensive (riuscendoci anche, visti i risultati) lo criticavano perché faceva giocare Ilicic, o Badelj o chi altri, e bestemmiavano la campagna acquisti, irridevano al fatto che Badelj non è Pizarro, che Ilicic è un indolente… nessuno che capisca che per far segnare nove reti ai difensori (e molte su azione, addirittura con un Tomovic,che fa un assist in area a un Gonzalo) bisogna avere a centrocampo giocatori più fisici, che reggano le ripertenze avversarie, e che ora supplisacono anche a quello che più di tutto ci manca di Cuadrado: la sua velocità nei recuepri. Ecco perché Montella non disdegna di far giocare Kurtic e Badelj. Perché è necessario per l’equilibrio della squadra.

Ma ieri, tutti santificati! Quello che mi fa piacere, oltre al risultato di tutto rilievo, è che Badelj e Ilicic hanno partecipato alla festa, improvvisamente premiati dalla stampa locale con dei 7 in pagella, dopo aver giocato (per come vedo io il calcio) la stessa partita di quando hanno preso 5! Qui ha ragione Sacchi. Finché non si educherà la gente allo sport e ci si distrarrà, finalmente, dai risultati, in Italia non potremo ambire a un calcio europeo. In Inghilterra i tifosi plaudono e incoraggiano sempre giocatori e squadra. In Germania c’è un Borussia Dortmund ultimo in classifica che ha avuto meno contestazioni di una Roma ancora in corsa per lo scudetto e in Europa. Riflettiamo, gente!

Quello che per il nostro futuro sarà importante è imparare la lezione di ieri. Lasciar lavorare Montella, dargli completa fiducia, non contestare le sue scelte e i giocatori in cui crede. Montella, come tutti i grandi, non è un tecnico facile. Esige, sprona, a volte punisce; è uno che perdona più un deficit tecnico che un deficit di applicazione e di diligenza tattica. Meno male che i tifosi non hanno visto in questi giorni Marin alla TV giocare con la sua nuova squadra, l’Anderlecht. Perché sennò avrebbero trovato un’altra occasione per criticare Montella che si è fatto scappare un campioncino, tenendo invece Ilicic, Badelj… Va detta anche un’altra cosa, fino ad oggi sottovalutata. Montella ha ottenuto una qualificazione in Europa League alla grande, vincendo su tutti i campi, facendo giocare le seconde linee.

In un’occasione ha impiegato 12 giocatori diversi rispetto alla precedente partita di campionato. Non credete che, se la Fiorentina è in questo stato di forma fisica, da permettersi pressing a tutto campo come ha fatto ieri sera, non è anche per l’oculatezza con cui Montella riesce a gestire il gruppo, sapendo rinunciare di volta in volta anche ai suoi campioni? Cominciamo davvero a riflettere su queste grandi imprese che fa la Fiorentina nonostante i suoi problemi e le vicissitudini del suo attacco. Ieri sera Montella, molto educatamente e pacatamente, lo ha fatto capire: con Rossi e un vero Gomez, i giocatori più pagati da una società che è considerata esemplare in Europa per come si amministra, in questo ultimo anno e mezzo chissà dove saremmo arrivati.

Ma senza rimpianti (come ha aggiunto saggiamente), dobbiamo continuiamo a lavorare e a sperare. Magari chiedendo ai tifosi di mugugnare meno e di saper aspettare con fiducia.

Foto: www.fiorentina.it

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