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Doppio appuntamento con gli spettacoli di Fabbrica Europa a Firenze Spettacoli

Dopo il grande successo di Un flauto magico di Peter Brook al Teatro Era di Pontedera, Fabbrica Europa prosegue con due appuntamenti da non perdere. Si tratta di due eventi di danza italiana d’autore che si terranno al Teatro Cantiere Florida (via Pisana n. 111r, Firenze), ossia La boule de neige di Fabrizio Monteverde e Calore di Enzo Cosimi. I due spettacoli sono inquadrati nell’ambito del Progetto RIC.CI (Reconstruction Italian Contemporary Choreography), ideato e diretto da Marinella Guatterini, e che vede come assistente alla direzione Myriam Dolce. Nato nel 2011, il Progetto RIC.CI ha un sottotitolo eloquente “Mettiamo in moto la memoria”. La sua principale finalità è riconoscere il passato prezioso, creativamente originale, spesso profetico della nostra coreografia contemporanea. La scelta e il conseguente riallestimento – a esempio di Duetto (1989), Calore (1982) e La boule de neige (1985) – si propone di offrire al pubblico odierno pièce d’autore che costituiscono, ormai, la nostra tradizione del nuovo. Il passaggio di consegne, dagli interpreti di ieri a quelli anche giovanissimi di oggi, equivale all’appropriazione di esemplari modalità compositive e linguistiche, nel novero della migliore arte performativa del nostro Paese.

"La boule de neige" di Fabrizio Monteverde (ore 21.00 dal 30 aprile al 2 maggio)
Liberamente tratto da Les Enfants terribles di Jean Cocteau
Regia e coreografia di Fabrizio Monteverde
Musiche scritte e dirette da Pierluigi Castellano, testi di Francesco Antinucci
Voce Patrizia Nasini; violino: Antonio Leofreddi; basso elettrico: Valerio Serangeli; sassofoni: Alfredo Santoloci; tromba, flicorno e tromba barocca: Mike Applebaum; sintetizzatori, tastiere, clarinetto, cori e percussioni elettroniche: Pierluigi Castellano – Musica registrata e mixata da Paolo Modugno e Massimo Terracini nel 1985 presso lo studio Oasi di Roma – Remastering di Pierluigi Castellano
Brani d’Opera da “l’Orfeo” (1672), Musica di Antonio Sartorio
Costumi realizzati da Gianni Serra – Creazione luci Carlo Cerri
Interpreti Mirko De Campi/Nicola Simonetti, Claudia Manto/Debora Di Biagi, Luca Cesa/Valerio Di Giovanni, Alessandra Berti/Marta Papaccio.
Produzione 1985 Spaziozero/Compagnia Baltica_Produzione riallestimento 2013: Balletto di Toscana Junior
In collaborazione con Amat-Associazione Marchigiana Attività Teatrali & Città di Urbino-Assessorato alla Cultura, Arteven Circuito Teatrale Regionale Veneto, Teatro Pubblico Pugliese
In coproduzione con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee, Fondazione Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Torinodanza.
2013. Riallestimento nell’ambito di Progetto RIC.CI-Reconstruction Italian Contemporary Choreography. Anni ‘80-’90. Ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini, assistente alla direzione Myriam Dolce.

La boule de neige è la storia di un fratello e di una sorella, Paul ed Elisabeth, del loro amore, e del loro fatale dissolvimento.
La camera di rue Montmartre, uno spazio chiuso, vincolato, a cui se ne sovrappongono altri che lo ricalcano e lo rigenerano e dove i due fratelli recitano e agiscono, mentre altri due personaggi, Gerard e Agathe, che hanno l’indispensabile funzione di pubblico, accettano sedotti e atterriti di seguirli fino al tragico e inevitabile epilogo. Come in un concerto da camera, dove il più piccolo suono o rumore ha l’importanza di un evento, qui l’apatia, il disordine, la malattia, il sonnambulismo, ma anche l’ilarità gratuita, il gioco, la complicità e, soprattutto, la neve e/o “la droga innata”, si spiegano lungo lo spartito della storia in ordine sparso, apparentemente casuale, collocati in un’atmosfera “viziata” dove tutto può succedere. Anzi, dove tutto deve succedere.
Fabrizio Monteverde

Espunta da un testo letterario di Jean Cocteau, Les enfants terribles (1929), davvero sconcertante per la sua temibile attualità, per come tratta con tragico rigore e impalpabile leggiadria un’età atrocemente felice e tortuosa come l’adolescenza, La boule de neige, di Fabrizio Monteverde, dipanava, già nel 1985, un filone della danza contemporanea italiana dedicato al rapporto con la letteratura. All’epoca il rispecchiamento tra i quattro protagonisti maledetti di Cocteau e gli interpreti era quasi totale. Oggi il coreografo affida ai giovanissimi del Balletto di Toscana Junior una coreografia simile a un concerto a quattro voci: della livida chambre, ove si svolge la tragica vicenda, non restano che le luci. Identica la ricerca di emozioni dirette che colpiscano lo spettatore al cuore, come la boule, la palla di neve vera e metaforica, che viene subito scagliata. 
Marinella Guatterini


_2.rid.___Enzo_Cosimi___Calore.JPG"Calore" di Enzo Cosimi (4 maggio ore 21.00)
Regia, coreografia, scena, costumi Enzo Cosimi
Musiche a cura di Enzo Cosimi branca, Britten, Liquid-Liquid, Watson, Musica popolare africana
Disegno luci Stefano Pirandello – datore luci Gianni Staropoli – Abito Gianni Serra – Gioiello Cristian Dorigatti
Interpreti Francesco Marilungo, Riccardo Olivier, Francesca Penzo, Alice Raffaelli
Produzione 1982 Compagnia Occhèsc _ Produzione del riallestimento 2012 Compagnia Enzo Cosimi
In collaborazione con Amat-Associazione Marchigiana Attività Teatrali, Arteven Circuito Teatrale Regionale Veneto, Teatro Pubblico Pugliese – In coproduzione con Fondazione del Teatro Grande di Brescia, Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee, Fondazione Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, Fondazione Ravenna Manifestazioni, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Torinodanza.
2013. Riallestimento nell’ambito di: Progetto RIC.CI-Reconstruction Italian Contemporary Choreography. Anni ‘80-’90. Ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini, assistente alla direzione Myriam Dolce.

Calore, titolo del primo lavoro coreografico di Enzo Cosimi, debutta a Roma nel settembre del 1982 all’Anfiteatro del Parco dei Daini di Villa Borghese con il Gruppo Occhèsc. Il pezzo, impostato su un’energia vigorosa e ritmi serratissimi, era nato per interpreti non danzatori pur riconoscendosi in pieno in una scrittura di danza. Nel primo breve scritto sullo spettacolo Cosimi scriveva: “La realtà è devastata da gelide atmosfere, pensiamo di voler ‘annusare’ una nuova aria, un nuovo vento in cui l’energia nel suo ritornare al nulla senza illusione, abbia come qualità un senso di profonda serenità, di caldo, di calma relativa”. Lo spettacolo è un viaggio visionario dove all’interprete è richiesto un processo di regressione che serve come traccia per disegnare un’età dell’infanzia e dell’adolescenza infinita. Giuseppe Bartolucci, teorico del nuovo teatro e acuto critico, scriveva sullo spettacolo: “Qui la ginnastica e la danza si fanno avanti e vengono corrose, il sudore è accettato come passaggio, la fisicità è fatta pervadere di accensioni a catena e senza fine, la risorsa del riposo e dell’intervallo non viene accettata di principio”. Quindi ben venga un progetto illuminante di recupero del repertorio della coreografia contemporanea italiana, auspicando che le nuove generazioni di autori e di spettatori possano dare un nuovo sguardo alla nostra memoria storica coreografica.

Opera aurorale, infanzia di una danza contemporanea italiana che si metteva in moto proprio in quel lontano 1982, Calore, di Enzo Cosimi, sbalordiva gli spettatori di trent’anni orsono. Era l’autentica rivelazione di un gusto mediterraneo, di un’energia solare screziata di ombre, di un’originale ricerca che si manifestava in picchi di danza (pura) e insieme nella negazione di ogni codice. Ora, grazie alla sua ricostruzione, Calore si qualifica profetico battistrada di successivi gruppi di teatro, e di danza internazionale. La sua temperatura bollente è affidata a un quartetto di giovani: l’ondivaga regressione all’infanzia e l’avanzamento verso l’adolescenza, in una coreografia ben strutturata, coincide con un viaggio interiore alla ricerca della soggettività. Calore: un freschissimo, sbalorditivo ritorno, una conquista ancora generazionale.
Marinella Guatterini

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